Juve, Nedved alza la voce: “Var? Vogliamo equità”, poi parla di Inzaghi e che stoccata a Conte!

Il dirigente della Juventus Pavel Nedved, ha parlato oggi a La Repubblica, rivelando particolari interessanti in merito alle sue idee relativamente al Var ed al rivale odierno Simone Inzaghi, tecnico della Lazio. Nedved ha però iniziato parlando di Andrea Agnelli, il presidente della Juventus: “Col Pres ci siamo piaciuti perché ci dicevamo tutto. Sempre diretti, in faccia. Ci somigliamo. E se devo dirgli che secondo me sbaglia, glielo dico. Lui non ti risponde subito ma ti ascolta. E dopo un paio di giorni, se ci crede, fa quello che gli hai detto tu. È un uomo leale”. L’istinto da calciatore di Nedved ancora non è sopito: “la sedia che ho davanti nel mio posto allo stadio è sfondata. Se un giocatore non arriva sul pallone, io allungo la gamba d’istinto. E a Vinovo, se la palla viene verso di me la stoppo e la ripasso”

LaPresse/Daniele Badolato

In merito al Var la Juventus ha spesso avuto opinioni dure, ed anche sta volta Nedved manda una frecciata: “Non è vero che non ci piace, ben venga la tecnologia ma dev’essere uguale per tutti. Io però credo che il Var abbia tolto qualcosa al calcio, una parte di emotività: fai gol e non sai se puoi esultare”. La Juve chiede dunque uguaglianza nei giudizi, a testimonianza del fatto che si sente in credito con i direttori di gara. Sul possibile addio di Dybala alla Juve aggiunge: “Spero di no, ma dopo Neymar tutto è possibile, il mercato è impazzito. Bisogna trovare tutti insieme il modo di tenere i giocatori: alla fine decidono loro, e se hanno le palle restano”. Infine un parere sull’avversario Inzaghi e la stoccata a Conte: “Conte ci ha ridato sangue, io lo capisco perché il mio assomiglia al suo. Ma è andato via perché pensava che non avrebbe potuto fare di più. Allegri l’ha superato: è vero che ora vogliamo Simone Inzaghi? Al mister siamo legatissimi ma, prima di tutto, grati, perché ha preso la Juve in un momento difficilissimo e guardate dove l’ha portata. Inzaghi è davvero così bravo? Mi viene da ridere, eravamo compagni di squadra e lui era un pigrone: grandissime doti un po’ buttate via. Anche Allegri come giocatore era così? Si cresce, si fanno figli e si cambia”.