Niang e Saponara, da epurati a rimpianti rossoneri: perchè non giocavano?

I due giovani hanno totalizzato quattro presenze nei primi sei mesi rossoneri: da quando sono partiti si sono trasformati

Riccardo Saponara e M’baye Niang: partiti da Milano nel mercato di Gennaio nell’indifferenza generale, hanno impiegato pochissimo a trasformarsi in due grossi rimpianti.
Il trequartista, tornato in Toscana dopo un anno e mezzo molto complicato in rossonero, sta dipingendo calcio e regalando prestazioni da cineteca: Sarri lo ha sempre elogiato, lui non ha ancora smesso di sognare un radioso futuro in maglia rossonera.
L’attaccante francese è arrivato all’ombra della lanterna con la fama di mangia gol, alimentata dal ricordo del palo colpito al Camp Nou contro il Barcellona: alla corte di Gasperini, Niang ha cominciato a segnare con grande continuità, togliendosi anche lo sfizio di segnare a San Siro proprio contro la sua ex squadra.

L’unica consolazione è la formula di cessione: entrambi i giocatori sono in prestito e quindi hanno tutte le possibilità di tornare alla base. In anni di austerity e di limitate disponibilità economiche il Milan non dovrebbe lasciar partire con questa facilità giocatori così giovani, ma questa situazione crea una domanda: perchè questi due giocatori hanno trovato così poco spazio in rossonero? Perchè sono stati accantonati dopo così poche opportunità concesse?
Saponara è stato penalizzato da diversi infortuni ed è stato spesso schierato fuori posizione: nella sola gara giocata, a San Siro contro il Palermo, Inzaghi lo aveva posizionato a centrocampo sulla sinistra.
Niang invece è stato penalizzato dalla concorrenza nel ruolo, dove comunque il Milan, sulla carta, dovrebbe essere ben attrezzato. Che i rossoneri abbiano già due rinforzi di livello in vista della prossima stagione?