“Rischio di una nuova calciopoli? Quando si toglie la rappresentanza puo’ succedere di tutto. Noi abbiamo tirato una linea netta su quella nefandezza, ma quando gli arbitri devono essere controllati da qualcun altro che non e’ la loro Associazione puo’ succedere di tutto”. A dirlo il presidente dell’Associazione italiana arbitri, Marcello Nicchi, ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno. “Con noi oggi non tornerebbero atti nefasti, ma le cose stanno cosi’: se vogliono toglierci la rappresentanza democratica lo facciano, a ogni azione ci sara’ una reazione – aggiunge Nicchi -. Se siamo a questi livelli cosi’ alti e’ perche’ nel mondo della Federazione gli arbitri sono una componente importante. Quando si parla di cose importanti, come la Var, ricordo a tutti che senza la nostra collaborazione non ci sarebbe stata”. A livello federale, ricorda il capo degli arbitri italiani, “sta succedendo quello che ormai tutti sanno. Vogliamo che vengano indette le elezioni perche’ le leggi lo impongono, il candidato poi lo decidera’ la commissione elettorale, che dira’ chi e’ candidabile e chi no. Si sta perdendo del tempo inutilmente. Tra pochi giorni iniziano i campionati, le squadre sono gia’ in ritiro e noi siamo qui a parlare di cosa? Da due mesi sto perdendo energie per difendere le nostre conquiste in campo e dietro le scrivanie, mi stupisco si parli di quando votare. Decidera’ chi di dovere. Non si e’ eccepito sul tentativo antidemocratico di toglierci il diritto di voto: esiste un ordinamento giuridico e le leggi le cambia il Parlamento”. Nicchi ricorda inoltre che “la spinta per avere arbitri cosi’ preparati viene dalle periferie: 209 sezioni che vedono in questa nostra conquista ventennale il riconoscimento delle parti oscure dell’Aia. Non siamo disposti a cedere, e’ una cosa che ci meritiamo – sottolinea -. Se poi si vuol fare orecchie da mercante andiamo avanti, andremo nei tribunali; auspico che ci si metta al tavolo e si dica basta. Dal 29 gennaio abbiamo avuto una sola riunione, l’11 aprile. Non mi sembra una cosa normale”. E ancora: “Non voglio solo difendere la categoria, che ha diritti acquisiti che solo le leggi possono cancellare. Ma perche’ non fa un passo indietro chi ha fatto questa disposizione? Per noi il 2% e’ fondamentale, non e’ una questione di numeri. E’ una sfida semplice e buona. Non e’ il nostro 2% che sposta i problemi, ma gli arbitri vogliono mantenere un diritto acquisito che gli e’ stato dato”.
Nicchi: “nuova calciopoli? Potrebbe succedere”