Il Milan ha esonerato Vincenzo Montella dal ruolo di allenatore rossonero, affidando la panchina a Gennaro Gattuso. E’ questa la notizia del giorno che arriva come un fulmine a ciel sereno da Casa Milan. Sì perchè nelle scorse settimane ce la saremmo aspettata, ma non oggi, non dopo la migliore gara dell’anno dei rossoneri. Ieri sera a San Siro il Torino è stato surclassato con un numero di occasioni da goal degno del miglior Barcellona. Che colpe ha Montella se lì davanti si sono divorati decine di reti? Tra le “non colpe” dell’ex tecnico rossonero c’è anche la disgrazia degli esterni di destra. Una squadra che si doveva affidare a Conti nel ruolo ma non lo ha mai avuto anzi, ha dovuto sopportare gli infortuni in serie di Calabria, Abate ed infine anche Borini. Va inoltre ricordato che Montella ha riportato al Milan un trofeo dopo 5 lunghi anni d’astinenza da vittorie.

Ma tant’è, l’esonero di Montella può anche essere capito, ma non in questi tempi e modi. Innanzi tutto i tempi sono stati incomprensibili. Meglio mandarlo via dopo la pessima prova di Genova contro la Sampdoria anzichè oggi dopo la buona prestazione col Torino. E poi i modi, su quelli si discuterà all’infinito. Che senso ha affidare la squadra a Gattuso come traghettatore? E’ ben noto che sarà solo uno step momentaneo e che a fine stagione si punterà con forza ad uno tra Conte ed Ancelotti. Che cosa potrà cambiare? Oramai l’obiettivo Champions è sfumato, tanto valeva tenere Montella in sella dati i miglioramenti delle ultime uscite. Addossare tutte le colpe sul tecnico forse non è stata una gran mossa, dato che anche la società ne ha eccome, sopratutto per ciò che concerne la campagna acquisti. La scelta di acquistare una decina di calciatori di discreto livello anzichè 4-5 top player non ha certo portato buoni frutti. Sbagliati come detto anche i modi. Adesso è stato dato in pasto ai tifosi un colpevole, ma il problema di certo non è stato risolto.
