“Chiedo venia se ho offeso qualcuno, ma non scusa, altrimenti ammetterei un errore che sinceramente non ho commesso, perché con quella frase, pronunciata a fine partita, con l’adrenalina a mille, non volevo davvero mancare di rispetto a nessuno”. Non fa marcia indietro Ezio Capuano, allenatore dell’Arezzo, che dopo la sconfitta con l’Alessandria aveva detto: “Voglio giocatori con le palle, non voglio checche in campo”. “Non sono omofobo, né sessista, né razzista – ha continuato – e se mi invitano a una manifestazione finalizzata alla sensibilizzazione su questi temi partecipo volentieri. Qualche anno fa Marcello Lippi, uno dei maggiori allenatori del mondo, disse che in campo non potevano andare undici signorine, ma non aveva alcun intento offensivo. Ecco, io ho usato quei termini con lo stesso scopo. Ho comunque chiesto scusa al mio attaccante, perché con lui avevo esagerato”.