Le notizie del giorno – Sono ore caldissime in casa Inter, tiene banco il caso Nainggolan. In particolar modo nelle ultime ore il provvedimento del club nerazzurro in seguito al ritardo in allenamento poi i presunti audio con il belga che si è sbilanciato sulla volontà di tornare alla Roma e dell’ambiente difficile a Milano. La tensione è altissima, nelle ultime ore sono arrivate minacce nei confronti della moglie di Nainggolan. “Permettetemi di dire una cosa, considerando tutti gli insulti e le minacce che arrivano sul mio profilo. Io sono Claudia e tutto ciò che mi scrivete lo leggo io e nessun altro. Per quanto riguarda le minacce a me e alle mie figlie è veramente disgustoso. Vi auguro comunque un Buon Natale”. Inevitabile dunque la cessione di Nainggolan a gennaio.
Furioso il tecnico della Juventus Massimiliano Allegri, l’allenatore bianconero al termine del pareggio contro l’Atalanta alza la voce, nel mirino il presidente del Napoli De Laurentiis ai microfoni di Sky Sport: “Non sono di buonumore e mi girano un po’ le scatole. La squadra ha fatto un buon primo tempo, loro hanno fatto gol sull’unica occasione avuta. Sapevamo che la partita fosse difficile potevamo anche raddoppiare dopo lo 0-1. Nella ripresa siamo andati in inferiorità numerica, l’abbiamo recuperata e potevamo anche vincere. Alla fine è un buon punto contro un’ottima squadra. Ci tenevamo a vincere questa gara, ora sotto con la sfida contro la Sampdoria”.
“Perché sono arrabbiato?” Non parlo mai degli arbitri, Banti alla fine ha arbitrato bene, però poi a fine gara si parla tanto verso gli arbitri anche da parte di presidenti di altre squadre. Ci sta che mi possa arrabbiare anche io. Sono un po’ amareggiato, in Italia non si può fare così, non impareremo mai (il riferimento è alle parole di De Laurentiis sugli arbitri, ndc). Non è carino, elegante, fare certe dichiarazioni. Dobbiamo essere noi ad educare i tifosi. Se parlassi io, adesso, succederebbe un casotto. In Italia non si impara. Poi quando ci sono degli incidenti, ci lamentiamo se mettono in mezzo i bambini, se i tifosi non vengono più allo stadio…”.
