Altro che Champions League in tv in chiaro, la Rai rischia di non avere più il calcio in tv. La tv di Stato, infatti, presto potrebbe trovarsi a corto di risorse economiche e avrebbe quindi minacciato la presenza di eventi tradizionalmente trasmessi dalla tv di Viale Mazzini come i Mondiali di Calcio o la Coppa Italia.
Il motivo lo spiega in un articolo sul quotidiano economico ‘Italia Oggi’ Claudio Plazzotta. A turbare Alessandro Campo Dall’Orto e Monica Maggioni, rispettivamente direttore generale e presidente in Rai, sono elementi prettamente politici: concessione governativa, canone televisivo e tetto agli stipendi. La nuova concessione governativa, approvata dal governo Gentiloni, infatti, rischia di sottrarre 100-150 milioni di euro ai conti Rai e il segno meno si va ad aggiungere al già pesante meno-200 imposto dalla nuova ridistribuzione dei ricavi da canone televisivo. A tutto questo si aggiunge alo della raccolta pubblicitaria di ulteriori 100 milioni di euro circa.
Ma come mai la nuova concessione pubblica rischia di far saltare lo sport sui canali della Rai? A spiegarlo molto bene ci ha pensato proprio Claudio Plazzotta: “Nel testo della concessione pubblica sembrano esserci ulteriori vincoli penalizzanti per la tv pubblica e relativi all’affollamento pubblicitario. Il limite di affollamento del 4% orario settimanale potrebbe valere per ogni singolo canale della Rai. Non sarà più possibile operare, invece, come fatto ?nora: ovvero, calcolare il 4% su una media degli affollamenti di tutti i canali Rai”.
Questo farebbe perdere alla Rai 100-150 milioni di euro e per trovare la quadra nel bilancio, la tv di stato potrebbe essere costretta a rinunciare ad eventi importanti dello sport.