Nuovo stadio Milan: dopo i No-Ponte e i No-Tav ecco i No-Stadium, la solita retrograda “italietta”

A Milano è già nato un comitato contro il progetto del nuovo stadio, presentato pochi giorni fa. Uno dei motivi del "No" di alcuni residenti del quartiere di Portello è: "non ci hanno chiesto se eravamo d'accordo"

Il Milan è pronto a dare una svolta alla sua storia, sulle orme della Juve, con la costruzione di un nuovo stadio che sorgerà in un’area di 60mila metri quadrati a Portello, avrà 42 mila posti e verrà costruito 15 metri sotto terra per non superare i limiti urbanistici. Inoltre, sarà insonorizzato per spingere il rumore del tifo verso il campo e non verso fuori e non ci saranno le barriere. Come riportato sulle colonne della Gazzetta dello Sport, il nuovo stadio rossonero sarà una prova di futurismo delle infrastrutture sportive, una sorta di ‘terza era’ degli stadi, come viene definito dall’ingegnere Maurizio Teora, direttore di progetto di Arup: “A differenza dei primi stadi, che erano solo dei contenitori di spettatori, e degli stadi britannici degli anni 90 aperti 7 giorni, questo impianto ci poterà nella terza era degli stadi: integrerà le sue funzioni sportive e d’intrattenimento, sempre attive, con la vita e le esigenze della città. Associando le funzioni tipiche di uno stadio alla vita del quartiere, come ad esempio per l’albergo”.

stadio milanL’investimento complessivo sarà tra i 300 e i 320 milioni di euro, di cui 220-240 per la costruzione dello stadio ed il resto per le altre opere previste nel progetto: albergo, liceo e interventi di urbanizzazione. Non saranno toccate le casse del Milan, le spese saranno totalmente a carico dei privati, con Emirates in prima fila.

La protesta dei residenti

Nonostante il progetto sia al limite della perfezione, c’è sempre però qualcuno che trova da lamentarsi. Crescono infatti le proteste dei residenti nell’area del Portello a Milano. I cittadini della zona si stanno opponendo alla costruzione e confidano nella scelta della Fondazione Fiera “affinché questo ecomostro possa essere costruito in un’area esterna alla città senza creare ulteriori problematiche di traffico per chi entrerà ed uscirà da Milano”. L’invito del comitato ‘No stadio al Portello’ è rivolto ai “residenti e i milanesi che hanno a cuore il bene della propria città ad informarsi ed unirsi in questa protesta”. E’ stato creato un blog dedicato che potrà essere consultato, attraverso il quale tutti potranno inviare il proprio commento e la propria opinione. Il blog, dal nome ‘nostadioportello.wordpress.com’, ha come ‘motto’ principale ”Opponiamoci alla costruzione dello stadio nel nostro Quartiere!”

La solita “italietta”: un passo avanti, e due indietro

Come sempre nel nostro paese, siamo bravi a lamentarci di ciò che non viene fatto, ma quando qualcosa si muove c’è sempre chi trova il modo di criticare. “Abbiamo bisogno di stadi in stile Premier”, si sente dire ormai da anni, ma quando il Milan si muove per tentare di dare una svolta all’immobilismo italiano, ancora ci tocca assistere a proteste assurde, basate su teorie davvero campate per aria. I residenti che tanto stanno protestando, forse non sanno che il nuovo stadio porterà le seguenti migliorie alla zona dove abitano:

• Impatto visivo sulla città. Simile più a un edificio che a uno stadio: la sua altezza non supererà da terra i 30 metri (San Siro è alto invece più di 60 metri) perché sarà realizzato scavando per una profondità di 10 metri.  Non dunque una struttura invasiva a livello paesaggistico, ma un complesso che si inserisce perfettamente all’interno della città perché vuole riprodurre proprio le linee architettoniche tipiche di Milano con portici, strutture leggere e trasparenti.
• No rumore: grazie alle nuove tecnologie, ai materiali fonoassorbenti e alla copertura mobile saranno azzerati i rumori che verranno percepiti all’esterno.
• No traffico: come detto, pur prevedendo le infrastrutture di viabilità atte a sostenere la realizzazione, sarà fortemente incentivato il trasporto pubblico. Allo stadio, come accade in Inghilterra, si arriverà soprattutto con i mezzi pubblici (in particolare con le nuove fermate della Metropolitana).
• Più verde: all’interno dell’edificio, nella sua parte superiore, sono previsti percorsi immersi nel verde aperti ai cittadini durante tutto l’anno.
• No degrado e maggiore sicurezza: sempre in linea con il modello inglese il tifoso sarà, oltre che controllato, anche responsabilizzato. Meno tornelli all’ingresso e meno barriere tra pubblico e giocatori, ma tolleranza zero per chi tiene comportamenti irrispettosi fuori e dentro l’edificio.
• Nuovi posti di lavoro: si calcola che saranno creati circa 1000 posti di lavoro per la realizzazione dello stadio e circa 500 saranno le persone assunte una volta ultimato il progetto.
• Sostenibilità finanziaria: il progetto, di assoluta avanguardia, ha già trovato numerose aziende interessate a diventare partner del Milan in questa iniziativa.
• Aumento valore degli immobili già esistenti in zona: la riqualificazione dell’area e  la qualità dei servizi presente in questa struttura certamente contribuiranno ad elevare il valore degli insediamenti residenziali già esistenti nella zona.
• Nessuna speculazione: ultima e importante precisazione: talvolta associata alla notizia della costruzione di un nuovo stadio, trovano spazio, speso in maniera inesatta, ipotesi di speculazioni edilizie. Va sottolineato che, in questo caso, il progetto non prevede strutture residenziali.