Operazione ‘Dirty Soccer’, Pm Romano: “Genitori pagavano per tesserare i figli”

Nell'ambito dell'inchiesta Dirty Soccer il pm Elio Romano scoperchia le carte dei dirigenti dell'Aquila, pagati per tesserare giovani

“I genitori di giovani atleti sono disposti a sborsare denaro in cambio del tesseramento dei loro figli nelle società calcistiche”. Lo afferma il pm Elio Romano, titolare delle indagini sul calcio scommesse, nel provvedimento di fermo emesso nei confronti di dirigenti, calciatori ed ex calciatori coinvolti nell’inchiesta che ha stravolto il mondo del calcio.

Secondo il magistrato, l’indagine fa emergere “la radicata consuetudine in virtù della quale familiari di calciatori offrivano denaro a dirigenti calcistici compiacenti per averne in cambio la promessa della convocazione in squadra dei loro ragazzi”. Alcuni di questi episodi sono stati intercettati in una conversazione telefonica tra Vittorio Galigani, storico direttore sportivo di alcune società di calcio, ed Ercole Di Nicola, direttore sportivo de L’Aquila. Galigani, infatti, segnala un calciatore a Di Nicola, perchè venisse retribuito con uno stipendio mensile. Di Nicola accetta, salvo ricordandogli che “il padre del calciatore – scrive il pm – entro la fine del mese, avrebbe dovuto rispondere nei termini convenuti, pena lo svincolo contrattuale del calciatore”.