Orgoglio Pelè: “se giocassi adesso sarei ancora il migliore…”

“Se giocassi adesso? Dovrei mettermi in pari con la tenuta atletica dei calciatori di oggi ma sarei comunque il migliore. E’ come chiedere a Beethoven che musica farebbe, ci possono anche essere nuovi geni ma usano strumenti diversi”. Scherza il mito del calcio brasiliano Pelè giocando a immaginare, in una intervista a ‘El Pais’, quale sarebbe il suo ruolo nel calcio moderno. Vincitore di tre mondiali con la maglia verdeoro, 1958, 1962 e 1970, Pelé parla del suo rapporto con la Selecao e con i Mondiali. “Nel ’58 avevo 17 anni e pensavo solo a giocare, non mi sentivo responsabilizzato, erano altri i campioni che avevano in mano le redini della squadra”, spiega il campione 73enne che stila poi una classifica dei più grandi. “Per primo dico Di Stefano e subito dopo Omar Sivori di cui in troppi si sono dimenticati. Poi c’è stato Maradona ed ora Messi. Propongo di chiedere chi è stato il miglior calciatore argentino, una volta trovato sapremo qual è il migliore al mondo”. O Rey passa poi a parlare del Brasile di oggi che alla vigilia dei Mondiali sta mostrando al mondo diversi conflitti sociali sfociati in manifestazioni e scontri con le forze dell’ordine. “I politici sono responsabili del fatto che parte della popolazione soffre la fame e la miseria, la corruzione nel Paese è grande. Per quanto si provi a fare del Brasile una grande nazione col calcio i politici continuano ad essere corrotti”.