‘Pallone sgonfiato’ – Dallo scouting all’ufficialità: tutte le fasi di un trasferimento

Tutti abbiamo sognato d’essere Manager di una grande squadra e tutti siamo stati direttori sportivi almeno per un giorno. Abbiamo fatto osservare il ragazzo, controllato che le statistiche e i valori tecnici rispecchiassero le reali necessità della squadra. Con un occhio sempre rivolto al budget si presenta un’offerta alla società, si sondano le richieste del giocatore e del suo agente, firmiamo le carte e i contratti ed ecco che il nuovo gioiellino è pronto per allenarsi e debuttare con la squadra. Tutto facile nei giochi manageriali per Play Station! Ma come viene condotto realmente il trasferimento di un calciatore?

Lo scouting

Probabilmente considerato il più misterioso di tutti i passaggi, lo scouting è di fondamentale importanza quando un calciatore deve essere acquistato Se vogliamo che il calciatore soddisfi le necessità della squadra, bisogna innanzitutto capire il ruolo, i movimenti, le qualità dentro e fuori dal campo. Penna e taccuino rimangono i primitivi strumenti utilizzati da un osservatore che si rispetti. Oggi giorno, lo scouting è legato a modelli matematici, analisti ed esperti della performance. Una vera e propria industria in continuo movimento quella dello scouting. L’innovazione tecnologica e l’utilizzo di software per collezionare e condividere dati su calciatore da ogni parte del globo hanno fatto sì che la performance di un calciatore possa essere analizzata minuziosamente in ogni minimo dettaglio. I tempi del classico osservatore seduto in tribuna a prendere appunti basati su giudizi puramente istintivi sono perlopiù oltrepassati. I video, le statistiche e i modelli matematici sono sempre più utilizzati nel processo di osservazione.

Tuttavia, oltre a una sofisticata lettura dei dati, l’elemento “politico” è essenziale nei trasferimenti. I club passano molto tempo a costruire il loro network con agenti, famiglia e amici dei calciatori. L’industria è diventata sempre più competitiva e avere un buon rapporto con qualcuno vicino al calciatore che si vuole acquistare può risultare cruciale quando l’interessamento viene da più parti.

L’offerta

Una volta identificato il calciatore, il prossimo passo è quello di decidere se muoversi per un trasferimento permanente o un prestito. La cosa più ovvia sembrerebbe quella di far recapitare un’offerta scritta al club interessato. La realtà funziona diversamente. Molto spesso i club si affidano a dei collaboratori di fiducia che agiscono per il club. Si occupano di scovare i giocatori disponibili, di muoversi nel mercato o di trovare un club compratore per i calciatori che le società vogliono dare via.

Negoziazione

Nonostante i regolamenti prevedano che le società dovrebbero mettersi in contatto tra loro per discutere di un potenziale trasferimento, la realtà ci insegna che i trasferimenti sono molto influenzati dal volere dei calciatori e dei loro agenti. Quando un club è in diretto contatto con i rappresentati del calciatore, solitamente inizia a parlare della cifra che il loro assistito andrebbe a guadagnare e capire se l’interessamento è corrisposto o no. Si mettono in discussione i premi legati alle presenze e al raggiungimento di obiettivi. Si parla di sistemazione per la famiglia e la scuola per i figli.

L’agente

Il ruolo dell’agente nei trasferimenti dei calciatori è sempre uno dei più controversi e dibattuti. Il nuovo regolamento FIFA prevede che, da aprile di quest’anno, il sistema delle licenze non sarà più in vigore. Le licenze di agenti FIFA, infatti, cesseranno di essere valide dal mese prossimo e chi volesse essere coinvolto in un’operazione di mercato, dovrà registrarsi come “intermediario”, in accordo con il nuovo statuto FIFA. Che cosa cambierà realmente? Gli intermediari dovranno essere riconosciuti e registrati dalle federazioni in cui operano. La società e i calciatori coinvolti in un trasferimento saranno tenuti a sottoscrivere un contratto secondo il quale s’impegnano a rispettare lo statuto vigente sui trasferimenti. Inoltre, ogni federazione sarà tenuta a comunicare alla FIFA chi e quante operazioni saranno effettuate in ogni finestra di mercato. Il nuovo regolamento impone agli intermediari una percentuale massima del 3% sull’operazione evitando cosi che gli stessi approfittino di poter speculare su un trasferimento a loro favore. La FIFA vieta che gli intermediari possano percepire un compenso quando un minore è coinvolto in un trasferimento. Un altro cambiamento riguarda le sanzioni e le decisioni della Commissione Disciplinare. Con l’introduzione del nuovo regolamento sarà, infatti, la stessa FIFA a vigilare sulla corretta applicazione del regolamento.

Permesso di lavoro e visite mediche

Spesso queste sono poco più che delle formalità piuttosto che un passaggio vero e proprio della trattativa. Tuttavia, talvolta le condizioni di salute di un calciatore che, per esempio, era stato a fuori per infortunio prima di passare a una nuova società hanno fatto si che il trasferimento saltasse quando tutto era già stato definito. In altri casi, i regolamenti vigenti in alcune federazioni o imposti dallo statuto del lavoro di una particolare nazione su determinate classi di lavoratori (minori o calciatori provenienti da un altro continente) hanno giocato un ruolo fondamentale nella fase conclusiva di un’operazione di mercato. Per esempio, la Football Association inglese impone che un calciatore proveniente da un campionato estero debba aver dovuto giocare almeno il 75% di partite in una nazione presente nella top 70 del ranking FIFA nei due anni precedenti all’acquisizione.

Ufficialità

Ed eccoci qui! Le cifre sono state pattuite e sembrano accontentare tutti: società, calciatore, agenti. I contratti sono stati firmati e depositati in Lega. La foto con la nuova maglia è stata fatta, la stretta di mano con il presidente anche e tutti sono sorridenti e felici. Adesso è il momento del giudice supremo, il rettangolo verde.

Tutto così semplice, no?