Pallotta: “La Roma non è un hobby ma un business”. Viola e Sensi sono ormai un lontano ricordo

Ormai il calcio è tutto un business. La Roma, che ha una storia di presidenti “romanisti”, legati alla società da un punto di vista affettivo ancor prima che societario. Per Dino Viola e Franco Sensi la Roma non era nè un hobby nè un business, bensì era una passione, che ha portato in alto il nome di Roma e dei romanisti anche nel calcio. Adesso la suonata è cambiata, la Roma è un’azienda, la passione ed il legame affettivo sono spariti. Per adesso tutto ciò può anche star bene ai tifosi, ma se questo investimento prenderà una piega sbagliata, Pallotta non avrà nessuno scrupolo ad abbandonare la barca di punto in bianco, d’altra parte si parla di un investimento e se va male, deve essere abbandonato.

Roma-Chievo Verona serie ALe parole di Pallotta – ”E’ stato un anno frustrante. Sono decisamente insoddisfatto”. Non usa giri di parole il presidente della Roma James Pallotta, intervistato dal Financial Times, per fotografare l’ultima stagione giallorossa, con il sesto posto in campionato, la sconfitta nella finale di Coppa Italia contro la Lazio ed il secondo anno consecutivo fuori dalla Coppe europee. L’obiettivo della proprieta’ americana e’ fare della AS Roma un marchio di successo. Sfida non facile perche’ – nota il quotidiano economico – la serie A e’, tra i tornei di vertice in Europa, uno dei meno redditizi. Fondamentale in tal senso sara’ ricalcare l’esempio della Juventus: realizzare un nuovo stadio, di proprieta’ della societa’, entro la stagione 2016-’17. ”Stiamo facendo di Roma un brand. Le squadre di calcio in Italia passano di mano in base ai ricavi, ma anche ad una certa quantita’ di ego. Noi non lo abbiamo fato per l’ego”, aggiunge Pallotta, spiegando che se il Manchester United vale circa 3,9 miliardi di dollari e la Roma e’ valutata meno di 200 milioni, allora ”ci sono tante opportunita’ per colmare quel divario”. ”Le squadre di calcio dovrebbero essere gestite come un business, non come un hobby”, conclude Pallotta, che spiega le prossime strategie di marketing. ”Stiamo cercando di portare molta professionalita’ al club usando le migliori esperienze dei team sportivi americani, che su questo fronte non hanno rivali. Prima del nostro arrivo non c’erano social media. Zero. La precedente proprieta’ non ha fatto nulla, dimenticandosi di Facebook o Twitter. Non c’era alcuna gestione dei tifosi”. La Roma attuale punta invece a creare un database dei suoi sostenitori, che – mediando l’esperienza dei Boston Celtics, dei quali Pallotta possiede una quota – permetta l’accesso allo stadio senza biglietto cartaceo, ma con gli smartphone.