“Per noi era un esame, per capire a che punto stavamo e se eravamo competitivi contro una delle squadre piu’ forti del mondo. E invece siamo stati rimandati a novembre, quando ci saranno i play-off…”. Paolo Rossi, campione del mondo a Spagna ’82, giudica cosi’ la sconfitta pesante subita sabato sera dall’Italia a Madrid, contro le ‘Furie Rosse’, che pregiudica agli azzurri la testa del girone di qualificazione ai Mondiali di ‘Russia2018′. “E’ stata una bocciatura, anche severa, sotto l’aspetto tecnico ma anche tecnico e della preparazione – aggiunge l’ex attaccante di Vicenza, Juventus e Milan ai microfoni di “Radio Anch’io Sport”, su RadioUno – Ma quello che piu’ esalta questa Spagna sono le doti di palleggio e padronanza: sembrava di un’altra categoria. E’ stato evidente anche il calo di ritmo: ogni volta che la Spagna affondava sembrava che l’Italia andasse in difficolta’. E’ proprio una scuola di pensiero diversa, ma non da adesso”. L’Italia, ha proseguito ‘Pablito’, “e’ una squadra che ha giovani, che pero’ vanno messi piano piano. La loro gestione non e’ semplice, ma e’ questo che il calcio italiano produce e teniamoceli stretti. Pensavo dopo la vittoria agli Europei giocassimo contro la Spagna ad armi pari, invece siamo ricaduti e abbiamo fatto un passo indietro. Da questo sconfitta bisogna capire dove e cosa migliorare, modulo a parte, voltando subito pagina senza pensare di essere degli brocchi. Non siamo ai livelli delle grandi squadre ma abbiamo ottimi giocatori”.

“Problemi in difesa? E’ consolidata e collaudata, anche se gli anni passano per tutti e c’e’ un po’ di logorio. Dovremmo inserire anche qui qualche giovane. Ma e’ il centrocampo ha avuto problemi incredibili: con due giocatori (Verratti e De Rossi, ndr) che non sembravano al massimo siamo andati in difficolta’, mentre bisognava contenere il loro palleggio”. Per Rossi, infine, “adesso e’ troppo semplice criticare la Nazionale. Sconfitte cosi’ pero’ non le ricordo: e’ stata una batosta pesante che ci rimanda indietro nella filosofia di gioco. Se dobbiamo copiare le cose belle, copiamole da chi e’ piu’ bravo di noi”. (ITALPRESS).