E’ uno dei simboli del calcio degli anni ’90 Gigi Lentini, ex calciatore di Torino, Milan ed Atalanta. Un talento molto importante, il cui acquisto ultramiliardario ad opera del Milan di Berlusconi, nel 1992, fece molto scalpore. Nel 1993 un grave incidente in auto ne compromise parzialmente la carriera, togliendogli un pezzo di futuro che avrebbe potuto essere molto più luminoso di quel che fu. L’ex ala destra è stato intervistato da ‘gazzamercato.net’, cui ha rilasciato varie dichiarazioni sul calcio attuale: “Credo che se qualcuno spende tanti soldi per un calciatore, evidentemente li vale. Non mi scandalizzo affatto per certi ingaggi, un giocatore forte guadagna quel che merita. Il Torino? L’ho visto giocare contro il Milan, mi è piaciuto ma può migliorare. Berlusconi ha ceduto la società perché è stanco, ai miei tempi era molto attivo, pieno di energia, spiegava tutto in prima persona. Riuscì a convincermi ad accettare il trasferimento in rossonero nonostante fosse innamorato del Torino. Ovviamente i soldi furono fondamentali, sarei un ipocrita a negarlo. La Juventus? Ieri non ha giocato come sa, al contrario dell’Inter che ha dato tutto. Napoli primo? E’ piano per i verdetti, faccio però i complimenti a questa società che, dopo aver ceduto Higuain, è andata a pescare Milik“. Lentini ha parlato anche del suo presente: “Adesso sono lontano dal mondo del calcio, ho contatti solo con Diego Fuser e con qualche ex compagno che vedo nelle partite tra vecchie glorie di Milan e Torino. Il calcio non mi manca, a me piaceva giocare, andare in tv non mi ha mai entusiasmato. Gestisco un’attività che ha al suo interno sala biliardo, pizzeria e ristorante. Sto bene e sono felice così. Il calcetto? Ogni tanto ci gioco ma sento dolore, è difficile“. Le parole che più fanno rumore, però, sono quelle su Totti: “E’ ancora decisivo? Mah, anche io posso essere decisivo giocando cinque minuti, Maradona potrà sempre essere decisivo con una giocata. Decisivi lo si è, realmente, quando si corre per 90 minuti. Credo che Totti dovrebbe lasciare spazio ai giovani“. Un salto anche nel passato: “Il mio incidente? Non andavo chissà quanto veloce, ero sui 110 chilometri all’ora. Il problema fu che, poco prima, scoppia e mi montarono il ruotino. Il ragazzo che mi cambiò la gomma mi disse di non correre, io non sapevo che a una certa velocità il ruotino potesse surriscaldarsi e scoppiare. Ad oggi, comunque, guido ancora una Porsche“.