Antonio Cassano comincia ancora una volta un’avventura nuova, stavolta in un club di minori ambizioni rispetto agli ultimi in cui ha militato. Il suo obiettivo sono quei maledetti Mondiali che non è mai riuscito a giocare, a dispetto dei tre europei disputati, tra l’altro tutti da protagonista.
La tradizione di fantasisti a Parma è sicuramente positiva:
Gianfranco Zola è stato sicuramente il più illustre della storia gialloblu, facendo le fortune di quella squadra guidata dal grande Nevio Scala che con Magic Box vinse una Supercoppa Europea ed una Coppa Uefa, prima di andare via a causa di Ancelotti, all’epoca maniaco del 4-4-2.
Hristo Stoichkov, fresco di Pallone d’Oro, non trovò lo spazio che si aspettava e faticò a trovarsi un posto in squadra.
Faustino Asprilla non era un numero 10, ma allo stesso modo assomigliava a Cassano per il suo carattere eccentrico ed è stato importantissimo per la storia del Parma, essendo ancora tra i calciatori che i tifosi ricordano più piacevolmente. Genio e sregolatezza, ha siglato con i gialloblu 26 gol in serie A vincendo 2 Coppa Uefa, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Europea ed 1 Coppa Italia in due periodi differenti.
Chiesa era più una seconda punta che preferiva la conretezza, alla grande giocata, ma anch’egli ha vissuto il suo miglior periodo a Parma, regalandosi trofei con Malesani e sfiorando lo scudetto con Ancelotti.
Di passaggio sono stati Ortega, Veron e Fiore, di ben altra caratura ed importanza i discontinui Micoud, Montano, Rosina e Gasbarroni, mentre importantissimo è stato Mutu nella positiva era Prandelli.
Morfeo e Nakata sono stati altri calciatori di qualità offensiva protagonisti in quell’era, soprattutto il primo che è stato al Parma dal 2003 al 2008.
Meritevole di nota è sicuramente Giuseppe Rossi, assoluto trascinatore del Parma di Ranieri salvatosi con una grande cavalcata e rimonta grazie all’apporto dell’attuale attaccante della Fiorentina.
L’ultimo calciatore fantasista offensivo è stato Sebastian Giovinco, di cui Cassano dovrà raccogliere l’eredità e fare meglio, perchè i tifosi si aspettano di più e vogliono tornare ad entusiasmarsi grazie a giocate sopraffine, che uno come Cassano sa regalare, se vuole.