E’ finito tutto in una bolla di sapone. L’ennesimo scandalo che ha colpito il calcio italiano si è concluso senza particolari conseguenze, è di pochi minuti fa la sentenza sul caso Chievo e sulle plusvalenze fittizie con il Cesena. Il Tribunale federale nazionale della Figc, ha dichiarato l’improcedibilità nei confronti del club clivense, gli atti sono stati restituiti alla Procura federale. Il motivo è legato alla questione Campedelli, il presidente del club pur avendone fatto formale richiesta, non sarebbe stato audito dalla Procura federale prima che il processo fosse istruito. Un caso clamoroso, il Chievo ha violato le regole ma non è stato punito per un vizio di forma, incredibile. Per la stessa situazione il Cesena è stato sanzionato con 15 punti di penalizzazione ma è praticamente già fallito, tutto si è concluso senza conseguenze dunque.

Come si procederà adesso? La Procura potrebbe ricominciare tutto da capo con l’obbligo però di restare entro i 90 giorni dai primi deferimenti, emessi il 25 giugno. Una corsa contro il tempo dunque per il procuratore Pecoraro, i tempi tecnici per un nuovo processo però sembrano non esserci dato l’imminente inizio del nuovo campionato. Il Chievo dovrebbe dunque “salvarsi”, quindi anche in caso di penalizzazione dopo nuovo processo il Chievo la sconterebbe nel prossimo campionato di A e non in quello appena concluso, il club clivense dunque nella prossima stagione disputerà il campionato di Serie A. Come è sembrata troppo leggera la sentenza nei confronti del Parma. E’ stato accertato l’errore di Calaiò (due anni di squalifica) ma il club è stato graziato, solo 5 punti di penalizzazione che con il ricorso potrebbero essere anche ridotti, troppa disparità tra la sentenza contro Calaiò e quella al Parma. Si tratta del solito ‘teatrino’ all’italiana, il solito terremoto estivo che si conclude con un nulla di fatto e giustamente club come il Crotone protestano…