Mentre si cerca di risolvere la situazione Parma, Giampiero Manenti non ha alcuna intenzione di farsi da parte e intervistato da ‘Libero’ ha spiegato le mosse future: “i soldi sono arrivati, anzi, ci sono sempre stati. Stiamo studiando soluzioni per renderli disponibili perchè qui bisogna fare in fretta, i tempi sono strettissimi ormai. Ci sono state un po’ di lungaggini, del resto ogni giorno subentra un problema al quale dobbiamo ovviare. Se non avessi intenzioni serie non mi sarei imbarcato in questa cosa. Però ormai siamo al delirio, l’Italia sembra un manicomio! Insieme ai miei collaboratori stiamo ragionando su tutto. Ci piacerebbe tenere Donadoni, ma non è un tecnico da B. Stiamo facendo varie ipotesi sul possibile sostituto. L’obiettivo è tornare immediatamente in serie A mentre il mio presidente di riferimento è Perez del Real Madrid”.
Manenti confessa un suo passato da tecnico: “ho allenato 18 anni nelle categorie dilettanti. Usavo il 3-4-3 ma il modulo si sceglie in funzione dei calciatori che si hanno a disposizione. Come allenatore mi piace molto Roberto Martinez, dell’Everton”. Il presidente del Parma conferma che domenica la gara contro l’Atalanta si giocherà: “Al 100%, come le altre. Non giocare è dipeso dalla scelta dei giocatori, non dalla mia”. Manenti torna anche sull’acquisto del club: “Altra leggenda, ma quale euro! Quanto ho speso però non lo posso rivelare. Abbiamo rapporti con la Mapi, con la Gazprom. Ne abbiamo tanti ma non posso parlarne. A Nova Gorica abbiamo lo studio dove esercitiamo l’attività. Se è per questo ne abbiamo uno anche a Lubiana. Solo in Italia il capitale sociale è un problema. E anche sull’auto c’è stata una colossale bugia. Ce l’ho ancora”. Infine: “Scudetto alla Juve, Napoli e Roma per il secondo posto, subito sotto la Fiorentina. La crisi delle milanesi è colpa dei dirigenti che non hanno provveduto al ricambio generazionale. Berlusconi? Beh, Berlusconi è un grande!”.