Parma, speranza e rabbia: i tifosi vicini alla squadra ma forse non ci credono più nemmeno loro

I tifosi nonostante il periodo drammatico hanno deciso di non abbandonare la squadra

Sui cancelli dello stadio Tardini campeggia ancora il cartello “chiuso per rapina”. Lo avevano affisso gli ultras due settimane fa durante il corteo organizzato nel giorno del rinvio di Parma-Udinese. Domani, però, si gioca, ma la sfida con una Atalanta assetata di punti salvezza resta in secondo piano per la tifoseria gialloblu, ormai rassegnata alla retrocessione se non al fallimento. Sembra solo un dettaglio il nuovo manto erboso da inaugurare, rizollatura pagata dalla Lega calcio a metà febbraio. Lo stadio riapre i battenti dopo le polemiche relative alla sua gestione: dalla minaccia di possibili distacchi delle utenze alla carenza di fondi per pagare gli steward. Il match si potrà giocare grazie al contributo di alcuni fornitori della società ducale. Spese per sicurezza, dentro e fuori lo stadio, sono quindi assicurate, senza dover ricorrere ai fondi messi a disposizione dallo sponsor tecnico Errea di concerto con la Figc. Dal 19 marzo, dopo l’udienza fallimentare, il club dovrebbe passare nelle mani di un curatore che avrà a disposizione il tesoretto da cinque milioni promesso dal presidente Tavecchio, utile a pagare stipendi di calciatori e dipendenti.

Il campionato crociato riparte, i tifosi saranno al loro posto anche se i gruppi organizzati avevano “minacciato” una manifestazione a Carpendolo in caso di rinvio della partita con l’Atalanta, un corteo di protesta sotto casa dell’ex presidente Ghirardi. C’è grande curiosità per capire se in tribuna sarà presente Giampietro Manenti, amministratore unico del club, che, come dice Donadoni, “ci mette la faccia” ma per ora poco altro. Perché stipendi e capitali, da un mese a questa parte, restano promesse. Incerta, invece, la presenza allo stadio del sindaco Pizzarotti, attivo nei giorni di trattative con Figc, Coni e Assocalciatori. “Ci saremo, per sostenere la squadra e i dipendenti” fanno sapere i tifosi del centro di coordinamento Parma club, “vogliamo dare un segnale a Lega e Figc per far cambiare qualcosa nel mondo del calcio che se va avanti così rischia di implodere”. Parma però è scossa dalla continue novità giudiziarie: l’ex patron Tommaso Ghirardi e l’ex ad Pietro Leonardi sotto inchiesta, i vertici delle fiamme gialle rimossi per presunti ritardi nelle indagini sul dissesto del club, lo sguardo della Direzione distrettuale antimafia sugli ultimi passaggi di proprietà. Difficile, in questo contesto, considerare il ritorno al calcio giocato come un passo verso la normalità.