Pazzini-Milan, un amore fatto di alti e bassi: “Meritavo di più, quante discussioni con Inzaghi”

Giampaolo Pazzini ha lasciato il Milan dopo 3 anni. Nel corso di un'intervista rilasciata alla "Gazzetta dello Sport" ha svelato alcuni retroscena 'amari' su Inzaghi, poi ha assicurato: "Verona è la piazza giusta, Toni come un fratello"

Giampaolo Pazzini ha terminato la sua avventura al Milan dopo tre anni. L’ultimo è stato sicuramente il più tormentato, soprattutto per lo scarso ‘feeling’ con Filippo Inzaghi. Per lui è pronta una nuova esperienza al Verona, dove ritroverà il suo amico Luca Toni.

Intervistato dai colleghi de “La Gazzetta dello Sport”, Pazzini racconta un retroscena sul rapporto burrascoso con l’ex bomber rossonero: “Abbiamo fatto diverse discussioni pacate e altre molto meno pacate. Dopo l’ultima, decisamente animata, ho deciso di chiudere l’argomento e continuare a fare il mio lavoro. Il 10° posto è una conseguenza di una serie di aspetti un po’ trascurati, oltre ai tanti infortuni. A un certo punto sono venute meno le certezze”.

LaPresse/Spada
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“In qualche circostanza avrei potuto farmi sentire di più, affrontare il problema in modo più diretto, invece di aspettare e basta – ha evidenziato il ‘Pazzo’ – Il mio rammarico è stato non aver giocato di più quando me lo sarei meritato. Tra l’altro fisicamente sono sempre stato bene”.

Dell’esperienza vissuta con il Milan, comunque, il centravanti toscano qualche ricordo positivo lo conserva: “Ad esempio Allegri. Con Mandorlini è stato l’allenatore con cui mi sono trovato meglio in carriera. Ha un grande pregio: una enorme capacità di equilibrio e serenità, che trasmetteva alla squadra quando le cose non andavano bene”.

Ma non solo, perchè Pazzini spende parole ‘dolci’ anche nei confronti di Balotelli: “Con lui mi sono trovato bene, ma sprecavo molte energie a urlargli dietro. Però mi ascoltava, e questo me lo prendo come punto di merito (ride, ndr). Comunque l’attaccante più forte tecnicamente che ho visto al Milan è stato Pato. Un fenomeno vero, talento pazzesco”.

Il nuovo corso targato Mihajlovic, secondo il nuovo centravanti del Verona, è quello ideale per rilanciare il Milan“Può fare bene, ha il carattere e la personalità giusti, e quel gruppo ha bisogno di regole, con qualcuno che le faccia rispettare. Comunque la squadra si è rinforzata, può senz’altro lottare per tornare in Champions”.

Il bilancio delle 3 stagioni rossonere, resta però positivo: “Un’esperienza molto bella, a prescindere dai risultati. Certo, avrei voluto giocare di più e fare meglio nell’ultimo anno e mezzo, ma i tifosi mi hanno sempre sostenuto e questa è la mia soddisfazione più grande”.

Ed eccoci al presente, targato Hellas Verona“Sapevo che era una piazza passionale, ma non mi aspettavo un entusiasmo simile. Per me la situazione ideale era andare in un club in cui poter sentire la fiducia incondizionata di tutti”.

Il presidente Setti chiede 10-15 reti al ‘Pazzo’: “Il presidente ha sempre ragione… Io sono molto fiducioso, quando sono riuscito ad avere continuità ho sempre fatto goal. E chissà che non ci sia un posto per me all’Europeo. Credo di avere buone possibilità, se tutto fila come deve”.

LaPresse - Spada
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In terra scaligera, l’attaccante ritroverà sia Mandorlini che Toni“È il mister che mi ha lanciato all’Atalanta, ritrovo un punto di riferimento. Sa cosa posso fare e dare. Diciamo che, prima della firma, qualche telefonata me l’ha fatta”.

Sul partner offensivo, infine, Pazzini ha assicurato: “A Firenze l’abbiamo già fatto a fasi alterne, riuscendoci discretamente. Io gli giravo intorno, da seconda punta. Ci sarà la piena disponibilità di entrambi per fare meglio possibile, accettando le scelte del mister. E poi con Luca i problemi sono a zero. E’ mio fratello, il mio testimone di nozze, in campo è una leggenda. Giocare con lui mi porta a fare due riflessioni”.