Perotti ‘lancia’ la sua Roma: il lavoro di Di Francesco e le differenze con Spalletti

Eusebio Di Francesco ha conquistato i suoi giocatori e un certo scetticismo con il quale e’ stato accolto, va via via scomparendo. I risultati del resto danno ragione alla Roma e il 3-0 rifilato al Chelsea in Champions League ha dato entusiasmo a tutto l’ambiente. Diego Perotti e’ uno dei punti di forza della squadra giallorossa e, in un’intervista rilasciata a Sky Sport 24, parte proprio dal netto successo sui campioni d’Inghilterra. “Magari non mi aspettavo il 3-0, ma sapevamo che avevamo la possibilita’ di vincere, anche perche’ avevamo fatto una grandissima partita a Stamford Bridge – spiega l’argentino -. Ribaltare lo 0-2 a Londra e’ stato piu’ difficile che vincere 3-0, perche’ all’Olimpico, una volta fatto subito il primo gol, e’ diventato tutto piu’ facile. Non ci aspettavamo una vittoria cosi’ larga, ma pensavamo di poter portare a casa i tre punti, alla fine abbiamo fatto anche divertire i tifosi e abbiamo dimostrato che la squadra c’e'”. E, di conseguenza, che il lavoro dell’allenatore sta dando i suoi frutti. “Rivoluzione Di Francesco? Ha messo il suo, c’era un modo di lavorare diverso da quello che voleva lui – spiega l’esterno ex Genoa -. Noi che abbiamo iniziato a lavorare con lui nel ritiro di Pinzolo lo abbiamo capito un po’ prima rispetto a chi e’ arrivato dopo per gli impegni con le Nazionali. Il mister ha imposto la sua maniera di lavorare, di pressare gli avversari, il suo modo di giocare e adesso si vede quello su cui abbiamo lavorato”.

LaPresse/Alfredo Falcone

Non e’ facile passare da un modo di giocare a un altro, ci vuole tempo. Con Spalletti giocavamo a 3 e a 4 in difesa, Di Francesco non cambia il sistema, gli piace il 4-3-3 e finora ha sempre giocato cosi’ – ha aggiunto Perotti -. Io sono un esterno d’attacco e mi chiede di andare dentro, di accentrarmi, di prendere la palla tra le linee. Poi chiede sempre una squadra corta in campo, dobbiamo essere tutti stretti, lo stiamo cominciando a fare molto bene e i risultati arrivano”. L’ultima e’ stata una stagione altalenante per Perotti che, invece, in questa sta avendo grande continuita’. “Quando uno non gioca per un po’ per gli infortuni e’ difficile rientrare in condizione. Non si possono giocare tutti i 90′ minuti, siamo in tanti, ma l’anno scorso a gennaio e febbraio ho giocato poco. Penso anche per il cambio di modulo deciso da Spalletti che ha avanzato Nainggolan, la squadra faceva benissimo e l’allenatore ha portato avanti questa soluzione anche perche’ forse non mi vedeva in un buon momento. Quest’anno – sottolinea l’argentino – il punto chiave e’ che sto bene fisicamente, ho fatto un bel ritiro e ho lavorato anche prima in Argentina, perche’ a 29 anni devi pensare anche a queste cose. Ora arrivo a fine partita con energie ancora da spendere e poi quando si vince tutto va bene”. Tra gli obiettivi di Perotti non puo’ non esserci il Mondiale con l’Albiceleste di Sampaoli, ct che si e’ ricordato di lui. “Dopo sei anni sono stato richiamato in Nazionale, vuol dire che il ct qualche partita mia l’ha vista. La convocazione per la Russia me la gioco adesso in queste due amichevoli, mi giochero’ il 90% delle possibilita’, se non faccio bene non ci saranno tante altre partite, al massimo altre due, la mia chance arriva adesso e me la giochero’ al 100%”. (ITALPRESS).