Del Piero a 360°: “il Mondiale è stato risarcimento per le tante delusioni in carriera!”

del piero in indiaPer la prima volta dico che potrei allenare. E’ una prospettiva che vedo: lontana, ma la vedo. E’ una possibilita’. Nell’ultimo periodo ho capito anche scelte che allenatori hanno fatto in passato con me, ho compreso le loro ragioni, mi sono immedesimato e ho colto sfumature che in passato non avevo colto. Questo non vuol dire condividerle, ma comprenderle”. Cosi’ Alessandro Del Piero in un’intervista esclusiva al trimestrale Undici – il calcio e’ cultura in edicola mercoledi’ 24 settembre. Del Piero, che il 9 novembre compira’ 40 anni, parla di tutto. A cominciare dalla decisione di andare in India, dove e’ sbarcato solo pochi giorni fa: “mi hanno proposto una nuova esperienza agonistica con la maglia del Dynamos Delhi, e un percorso professionale parallelo con un ruolo da testimonial per la nuova Lega che ha gia’ attirato l’interesse di grandi realta’ calcistiche provenienti da tutto il mondo. C’e’ tutto quello che cercavo dopo Sydney, e anche in questo caso la scelta e’ stata la piu’ distante dalle piste piu’ battute”. Ma chi pensa che quella nella Indian Super League sia sicuramente l’ultima esperienza da calciatore si sbaglia: “il campionato dura solo tre mesi. E poi faro’ le valigie e mi rimettero’ in viaggio. Ancora non so per dove, ci sto pensando”. E’ un Del Piero che si apre e si confessa. Parla della Juventus (“e’ stata casa mia per 19 anni”) e del giorno dell’addio a Torino.

“Ci sono momenti in cui rivedo quel giro di campo infinito allo Juventus Stadium. Quell’applauso spontaneo, profondo, quelle lacrime mi rendono felice e orgoglioso. Non sono ancora riuscito a descrivere a parole quello che ho provato. Quel momento mi ha dimostrato, ancora una volta, quanto sia stata speciale la mia avventura in bianconero. Unica”. Parla dei compagni, degli avversari, delle gioie, dei dolori, delle delusioni, delle felicita’. Parla soprattutto di se stesso: “se rivedo il bambino che ero, timido ed emotivo, mi sembra pazzesco pensare a cio’ che sono riuscito a fare. Sono stato Del Piero quando ho vinto; sono stato Del Piero quando ho perso. Ho sofferto fisicamente e non solo: ho ricominciato col sacrificio, col dolore, con il campo. La vittoria al Mondiale e’ stata un risarcimento unico per tutte le delusioni“.