Pirlo, Tardelli e le botte di Gattuso: “Quell’urlo mettilo nel…”

Andrea-PirloÈ un Pirlo a 360 gradi quello che si racconta nel suo libro di memorie e aneddoti “Penso quindi gioco“. Il fortissimo regista italiano si è raccontato a tutto tondo, rivelando episodi davvero interessanti in particolare riguardanti la sua esperienza all’Inter: “Io da bambino ero interista. Moratti è un vero signore, un Lord, un padre di famiglia. Avercene di persone come lui nel mondo! Se fosse rimasto Lippi in nerazzurro io sarei diventato una bandiera, ma purtroppo arrivò Tardelli e non giocavo. Stavo male, soffrivo e tante volte avrei voluto dirgli: “Sai dove te lo puoi mettere quell’urlo che ti ha reso famoso?'”.
Un pò irriconoscente nei confronti dell’allenatore che lo ha valorizzato enormemente con la Nazionale Under 21, di cui è stato autentico leader per almeno 4 anni e di cui è tuttora primatista di presenze e secondo miglior marcatore di sempre dietro Alberto Gilardino. Certo è che si può dire di tutto, ma Andrea Pirlo ha avuto il coraggio di dire ciò che pensa.
Sempre parlando di allenatori ha detto: “Conte è il numero uno. Da quando ho conosciuto lui mi è venuta voglia di fare l’allenatore”. 
Sui compagni si è soffermato a parlare di Gattuso: “Lo chiamavo terrone e lui mi picchiava, allora per vendicarmi gli rubavo il cellulare e con il suo numero mandavo un sacco di sms a Braida: caro Ariedo, se mi dai quello che voglio io ti do mia sorella”. Seguono ulteriori botte e altri scherzi per la parlata di Rino o in ritiro con la nazionale l’agguato con l’estintore nel cuore della notte.