Pjaca a tutto campo: dalla scelta di venire alla Juve ai retroscena sul Milan!

Marko Pjaca si è raccontato a tutto campo spiegando il motivo per cui ha scelto la Juve: "sono nella migliore squadra, sono sicuro che alzerò molti trofei"

L’acquisto di Marko Pjaca è stato sicuramente quello più in prospettiva fatto dalla Juventus. I bianconeri hanno deciso di investire una cifre considerevole sul croato in quanto ha dimostrato di avere la stoffa del campione. Il croato, intervistato dai microfoni di ‘Goal.com’, ha spiegato i motivi per cui ha scelto la Juventus:

“Ho sempre voluto i bianconeri, erano la mia prima scelta. C’erano diverse opzioni, ma ho insistito per andare alla Juventus. E’ la migliore, una grande squadra, che vince trofei e gioca regolarmente la Champions. E’ una grande sfida ed è il motivo per cui ho firmato. Sono sicuro che lì migliorerò e alzerò coppe”.

Con Allegri ancora non ha parlato: “Non ho parlato ancora con Allegri, l’ho fatto con Mandzukic che mi ha riferito grandi cose sul club, la squadra e la città. E’ entusiasta del mio arrivo, mi ha assicurato che la società è organizzata”.

Gli obiettivi della Juve per questa stagione anche per Pjaca sembrano essere chiari:  “Non ho ancora parlato degli obiettivi stagionali, ma penso siano chiari: un club che acquista così tanta gente di qualità deve continuare a dominare in Italia per vincere lo Scudetto, ma anche in Champions… Non so se vincerla sia un obbligo, ma dev’essere sicuramente un obiettivo. Si sta costruendo una squadra capace di poterci riuscire presto”.

LaPresse/Daniele Bottallo
LaPresse/Daniele Bottallo

Pjaca confessa di essere sempre stato consigliato dai genitori nella sua carriera: “I miei genitori hanno influenzato molto le mie scelte, parliamo tanto e abbiamo concordato che fosse il momento di lasciare la Dinamo. In precedenza ci sono state offerte, ma nè io nè la mia famiglia volevamo cambiare poichè non ero pronto. Ora era l’ideale”.

Il croato ha la consapevolezza di doversi guadagnare una maglia da titolare: “Sono consapevole che dovrò lottare per un posto nella Juve, ma so cosa mi aspetta. La Juve è molto più forte della Dinamo, lo so che non parto titolare, ma sono pronto a tutto e ci proverò”.

L’ambiente Juventus lo ha subito conquistato: “Quando ho firmato sono rimasto colpito, non mi aspettavo tutta questa risonanza. Alla Juve in ogni aspetto si percepisce la grandezza del club, dallo stadio al centro medico. Sono rimasto impressionato. Probabilmente sarò un po’ nervoso nella mia prima camminata verso lo spogliatoio…

MandzukicMandzukic lo ha già aiutato a imparare l’italiano:  “Io e Mandzukic vogliamo giocare il più possibile, a fine stagione vedremo chi sarà stato il migliore. Io proverò a dimostrare il mio valore. Ho iniziato a imparare l’italiano, Mario e Pjanic mi aiuteranno perchè parlano la mia lingua. Mandzukic già mi ha teso la mano, Miralem non l’ho ancora incontrato”.

In merito alla trattativa nata con il Milan, Pjaca svela: “Non posso dire che il mio sogno era giocare in Italia, ero aperto a tutto. Alla fine, la maggior parte delle richieste però provenivano da lì. So che Galliani era a Zagabria, ma non l’ho mai incontrato. In quel periodo ero in Slovenia al campo di allenamento della Dinamo”.

Infine il croato dimostra di essere sicuro di sè e considera la possibilità di giocare alla Juventus come un privilegio: “Non so dove abiterò a Torino, all’inizio alloggerò in un hotel. Il mio agente sarà con me e dopo una settimana mi raggiungerà uno dei miei due genitori. Ma giusto per un po’, finchè non avrò trovato casa in Italia. Se qualcosa non dovesse andare? Sono pronto a tutto, so di non essere un titolare in partenza, ma sono ottimista sul fatto che col tempo mi guadagnerò un posto. Non sento la pressione legata al fatto di essere il trasferimento più caro della storia del calcio croato, è un onore e un privilegio. Sono alla Juve, che paga molto di più i calciatori rispetto a quanto fatto per me. Non sento pressioni. Tante persone mi chiedono una maglia della Juve, credo che quando tornerò a Zagabria sarà necessario un camion!”.