Pogba è una macchina da guerra: “voglio essere perfetto! Meglio di Maradona e Pelè”

Paul Pogba non si accontenta delle splendide annate alla Juventus, e vuole proseguire nel trend di crescita che ha mostrato nelle ultime stagioni bianconere

Non mi interessa diventare il piu’ amato, voglio essere perfetto“. Paul Pogba, in un’intervista pubblicata oggi sulle pagine di ‘La Repubblica’, svela il suo vero obiettivo: contribuire a scrivere la storia del calcio. “Come Pele’ o Maradona. Anzi, di piu’. Una leggenda del calcio – spiega il 23enne centrocampista della Juventus, fresca del quinto scudetto consecutivo – Questa e’ arroganza? Io non dico che sono il piu’ forte, ma che voglio esserlo”. Il fuoriclasse francese non ha vie di mezzo: “Ho un problema: odio perdere. E poi mi piace essere originale, voglio fare quello che nessuno ha fatto mai. Io lavoro tanto perche’ voglio diventare perfetto e perche’ quando vinco sono felice”. In Francia dicono invece che da due anni Pogba si e’ fermato: “Lascio che la gente dica. I fatti sono altri: nel 2014 non ero nella top 11 della Fifa, nel 2015 si’. E nel 2016 ci saro’“. Sempre in Francia, in base ai sondaggi, non e’ tra i tre calciatori piu’ amati: “Non lavoro per essere il piu’ amato, ma il migliore. Sono orgoglioso, ma non geloso ne’ invidioso: se Lloris e’ il piu’ amato, sono felice per lui. Avrei potuto fare meglio negli ultimi due anni? Puoi sempre fare di piu’ e meglio. Michael Jordan non ha forse ammesso di aver sbagliato tanto? L’importante e’ andare oltre”. Il transalpino ammette che, qualche mese fa, “non ero al mio livello. Ma nemmeno la squadra lo era. Adesso sto bene, sto meglio, e alla fine mi sembra di aver aiutato la Juve a fare il massimo. O no?”.

Sottolineato come il numero 10 sia importante ma non un peso, quando la Juve si e’ spaccata tra giovani e anziani, Pogba si e’ schierato con i primi: “Nel calcio non esiste gioventu’ o vecchiaia, esiste l’esperienza. Io sono giovane, ma ne ho. E comunque io do sempre il massimo, do tutto, perche’ prima viene la squadra: quello che faccio, lo faccio per aiutarla. Dire di voler essere il numero uno e’ egoismo? Se Messi segna e’ egoista? No, piu’ sei forte piu’ aiuti la squadra. Cosi’ Ronaldo: ha obiettivi altissimi, e’ ambizioso, vuole battere i record, vincere palloni d’oro”. In cosa deve ancora migliorare e’ presto detto: “A volte gioco bene, a volte male: e’ per questo che mi arrabbio. Odio sbagliare, ma sbagliavo di piu’ quando giocavo per strada, e facevo esattamente le cose che faccio adesso. Migliorare e’ sbagliare meno: si chiama esperienza, appunto”. Quattro scudetti vinti non gli bastano per diventare ancora piu’ forte del centrocampista che ha sempre ammirato, Lampard. E piu’ ricco di quello che gia’ e’, pur senza essere avido: “Stavo bene anche prima. So che i soldi vanno e vengono e sarei ipocrita se dicessi che non averne e’ uguale, ma per me sono la conseguenza del tuo lavoro: piu’ sei forte, piu’ guadagni. Ronaldo merita quello che prende, mica ruba”. Quando non gioca, assicura, e’ tutt’altra persona: “Rido, faccio ridere, cerco di essere felice, vado al Carrefour a comprare il latte. Non passo il tempo a controllare quanti followers ho. Abito in un quartiere poco chic cosi’ non mi viene la tentazione di uscire e riposo di piu'”.

pogbaNel suo futuro c’e’, innanzitutto, “battere il Carpi. Poi vincere la Coppa Italia. Poi vincere l’Europeo in Francia“. Il suo nome e’ spesso accostato ai piu’ grandi club continentali: “Ho un contratto, non e’ che posso svegliarmi la mattina e andare in Inghilterra. Chiedete a chi si occupa di questo. Per me il calcio e’ quello che si gioca. E io sono quello che fa i gol, che vuole vincere, che si pettina cosi’, che balla: sono questi i miei argomenti. Io sono la Pioche, come mi chiama mia mamma pensando a quel comico francese che riesce sempre a convincere la gente a fare quel che vuole lui”. La Juve puo’ fargli vincere la Champions: “Quattro anni fa quando ci sorteggiarono col Bayern pensammo: e’ finita. Stavolta abbiamo pensato: possiamo batterli”. A livello internazionale, non ha fatto ancora la differenza come in Italia: “Il campionato e’ facile? E’ piu’ duro, e’ tutto tattica, non hai spazi. In Europa ti fanno giocare, anche se poi vince chi si difende: guardate l’Atletico”. Pogba non sente la pressione di un Europeo giocato in casa: “La pressione non so cosa sia. Il calcio e’ istinto, Messi e’ istinto, io gioco di istinto: se vedo un buco, cerco di buttarmi dentro, senza pensare. La cosa piu’ bella che ha fatto su un campo da calcio? Non mi riguardo mai, il passato e’ passato. Mi ricordo che il gol piu’ bello l’ho fatto con l’Udinese, ma solo perche’ e’ ora di farne uno migliore”. (ITALPRESS).