Il Var continua ad essere protagonista in Serie A. L’uso della tecnologia ha ridotto la percentuale di errore da parte degli arbitri ma non le polemiche. Quelle non finiranno mai. Prima ci si lamentava invocando la cosiddetta ‘moviola in campo’, ora che c’è si discute anche delle decioni che vengono prese con l’uso della stessa. “Mi sento derubato. A parti inverite avrebbero dato lo stesso il calcio di rigore?”, queste le dichiarazioni di Roberto Donadoni al termine del match di ieri sera tra Bologna e Inter.
I nerazzurri sono riusciti a pareggiare grazie ad un calcio di rigore concesso dall’arbitro Di Bello, dopo il check silente del Var, per un fallo di Mbaye ai danni di Eder. Il rigore c’è e il direttore di gara ha fatto benissimo a fischiarlo, anche se si tratta del terzo penalty concesso ai nerazzurri su cinque partite di campionato. Di Bello nel complesso quindi ha arbitrato in maniera sufficiente. Il peggiore del match è stato sicuramente Donadoni, con dichiarazioni assurde.
Il tecnico del Bologna deve finirla di alludere a sudditanza psicologica nei confronti delle big. Deve accettare le decisioni del Var, senza fare polemiche che fanno solo male al calcio. Il comportamento tenuto dall’ex ct della Nazionale conferma che il suo non è profilo da grande squadra. Per carità, anche il Var potrà sbagliare, perchè comunque è sempre un umano a prendere la decisione, ma alimentare la cultura del sospetto è semplicemente vergognoso e assurdo.