Polemiche su Conte e Tavecchio, Pierluigi Pardo: “di che cosa stiamo parlando?”

Il noto giornalista sportivo Pierluigi Pardo, tra i più apprezzati scrittori di sport e conduttori televisivi sportivi italiani, ha pubblicato sulla propria fanpage di facebook un’interessantissima riflessione sulle polemiche che stanno accompagnando l’arrivo di Antonio Conte a Commissario Tecnico della Nazionale italiana di calcio.

Un post che riportiamo integralmente:

Il punto è se parliamo di calcio oppure no. Se l’obiettivo era offrire alla#Nazionale, al netto dei nomi disponibili, (#Ancelotti non si poteva fare) il miglior allenatore italiano degli ultimi anni, oppure no.
Soprattutto di questo stiamo parlando e perciò mi sento di apprezzare la scelta caduta su Antonio #Conte.
Il resto sono altre storie: temi interessanti, rispettabilissimi, perfetti per una puntata di #TikiTaka (vi aspetto a settembre), ma pur sempre argomenti minori rispetto all’urgenza per il calcio italiano preso a pallate in #Brasile di dare subito un segnale forte.
Lo spazio per le opinioni, tutte legittime ovviamente, è garantito. Ci sono gli juventini che si sentono traditi (ma meglio avere Conte CT che trovarselo da avversario in campionato o in Champions, o no?), gli anti-juventini che non lo amano da sempre (e al cuor non si comanda, ci mancherebbe), la polemica sullo sponsor (che, va ricordato, non ha imposto il nome dell’allenatore, ha solo investito dando più soldi alla Nazionale, legittimamente, perché c’è un nome forte in panchina), l’ostilità a prescindere su #Tavecchio, che come sapete non avrei votato e ho criticato ferocemente per banane e altre storie brutte ma che, va riconosciuto, è stato capace di prendere in tre giorni il CT più ambìto coinvolgendo nell’investimento lo sponsor (dunque soldi privati e non nostri).
Qualcuno ha anche di nuovo tirato fuori la storia del patteggiamento di Conte di qualche anno fa. Senza rientrare nel merito della vicenda, se una qualsiasi persona paga, con una squalifica, estingue il proprio debito. È un principio che vale per tutti, deve valere anche per Conte.
Esattamente come per Tavecchio perciò giudicherò il CT per quello che farà, non per il suo passato o per simpatie o antipatie.
Spero che tutti facciano così, nel puro interesse dell’#Italia, senza paraocchi (positivi o negativi) o campanilismi eccessivi.
Viviamo in un Paese che si divide su tutto, che cerca ovunque polemiche e dietrologie (siamo abituati a robaccia del resto, a pensar male spesso si indovina). Stavolta, no. Tifo #Italia, punto. Non è la #Nazionale di Tavecchio o Conte. É la squadra di sessanta milioni di persone, pure piuttosto simpatiche, tra l’altro. E allora in bocca al lupo, e basta.