Polemiche in Germania: l’inno va cantato!

Non tutti i giocatori della squadra nazionale cantano, quando si intona l’inno tedesco allo stadio. E nella nuova Germania, quella che crede in se stessa, che sa di essere ”affidabile e democratica”, come ha detto nel weekend il presidente Joachim Gauck parlando d’altro, il ‘sabotaggio’ del momento più solenne che vi sia in campo, diventa un piccolo caso. A sollevarlo è un deputato della Csu, gemello bavarese della Cdu di Angela Merkel: cantare l’inno ai mondiali dovrebbe essere obbligatorio, propone Hans Peter Uhl, parlando alla Bild, che oggi pubblica l’elenco dei calciatori che restano muti. In comune hanno tutti origini in altri Paesi. ”Chi gioca nella nazionale deve anche cantare l’inno, non può limitarsi a farfugliare – è il parere del parlamentare cristiano sociale, un partito conservatore che non si fa problemi a mostrare un po’ di patriottismo -. I giocatori non sono mercenari. Ma rappresentanti ufficiali della squadra tedesca”. Chi è che tace, e perchè, chiede Bild? Oggi sempre più di rado accade fra i giocatori di origine tedesca, che un tempo si astenevano, in segno di rispetto per la pesante eredità storica della nazione. I ‘boicottatori’ – anche stasera col Portogallo – sono Oezil, Podolski, Boateng e Khedira. ”Sono concentrato sulla partita in quel momento, preferisco pregare”, spiega al tabloid Oezil. Alla Faz, però, ha affrontato più a fondo l’argomento delle radici: ”Ho trascorso più tempo in Spagna che in Turchia, sono un tedesco-turco-spagnolo o un sopgnolo-turco-tedesco? Perché pensiamo sempre in confini? Voglio essere misurato come calciatore, e il calcio è internazionale, non ha niente a che fare con le radici della famiglia”. Non danno spiegazioni Jerome Boateng, origini in Ghana, e Lukas Podolski, nato in Polonia. Agli europei, dopo aver segnato due gol proprio contro i polacchi, quest’ultimo evitò di esultare ”per rispetto” al Paese d’origine. Fra i ‘muti’ anche Semi Khedira, centrocampista tedesco-tunisino, che invece spiega alla Welt:”E’ un bel segnale quando un tedesco canta l’inno, ma non è cos- che si diventa buoni tedeschi. Si diventa tali quando si parla bene la lingua e si vivono i valori. E questo e’ il nostro caso”.