Sulle furiose polemiche scatenate dal fallo commesso da Chiellini su Bergessio durante Juventus-Catania di mercoledì scorso è intervenuto prima dell’inizio del match tra i bianconeri ed il Parma l’Amministratore Delegato dei Campioni d’Italia, Beppe Marotta. “Perché non mi sono ancora espresso sul caso? Perché certe volte, come diceva Dante, un bel tacer non fu mai scritto. Credo – ha affermato il dirigente juventino – che stare zitti è molto più eloquente di dar delle risposte. Noi non vogliamo alimentare polemiche, ma sono i fatti che da soli parlano. Una cosa è l’argomento di carattere calcistico, quello che avviene nel rettangolo di gioco, una cosa sono le polemiche. Noi non ci vogliamo abbassare a questo scontro dialettico, che sicuramente non fa bene al movimento calcistico. Chi sa di calcio, lì si è trattato, nella dinamica, semplicemente del fatto che Bergessio ha anticipato il giocatore e quando ormai Chiellini era in entrata, non poteva più ritrarre la gamba e, quindi, ha avuto questo scontro fortuito. Sicuramente, non c’era malizia, non c’era cattiveria, anche perché, poi, comunque, si vinceva 4-0 e non c’era animosità. Chiellini è un giocatore corretto, come lo sono anche stati i giocatori del Catania. Quindi, direi, è una dinamica agonistica riconducibile ai fatti di campo. Fatti di campo erano quelli che l’arbitro ha deciso di infliggere il cartellino giallo e limitiamoci a questo. Poi, la sfortuna, anzi, colgo l’occasione per augurare una pronta guarigione a Bergessio perché, veramente, nelle sue risposte ha dimostrato grande intelligenza”. L’Amministratore Delegato, inoltre, ha parlato di Biabiany e Cassano, che rumors di mercato hanno ripetutamente voluto vicini alla Juventus: “Cassano non lo scopro certamente io, potenzialmente è un grandissimo giocatore, poi, evidentemente, ha avuto le sue problematiche d’inserimento in questa e in quella squadra, però, è un giocatore, soprattutto, che diverte la gente. Il bello del calcio è proprio poter gustare questi gesti, queste gesta calcistiche e credo che sia un’artista del calcio. Non è stato vicino alle Juventus, semplicemente perché non c’era necessità. Quindi, voglio dire, noi abbiamo avuto i nostri giocatori, abbiamo i nostri giocatori e facciamo la nostra corsa. Per quanto riguarda Biabiany, direi che è lo stesso discorso, cioè, sono quelle voci di mercato, ma non abbiamo mai approfondito l’argomento con i dirigenti del Parma”.