Potrebbe finire un’era: addio ritiri pre campionato…

Il lungo ritiro estivo in montagna delle squadre di calcio della serie A per prepararsi al meglio per il prossimo campionato potrebbe diventare solo un ricordo. Al suo posto sempre più tournée all’estero per fare cassa ed esplorare nuovi mercati. Questa scelta, che fa storcere la bocca ai ‘vecchi’ tifosi, si sta facendo largo negli ultimi tempi tra le maggiori società che stanno optando per un mini-ritiro. “Ci si può allenare anche giocando, non è sempre necessario un ritiro come si faceva negli anni passati. L’importante è saperlo fare e in Italia sono in pochi. Per i giocatori poi è uno stimolo più interessante e si divertono di più”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute Franco Combi, direttore del Dipartimento di Scienze medico-riabilitative e dello sport dell’Università Ludes di Lugano ed ex responsabile medico dell’Inter. “Mourinho, Leonardo o Cooper – aggiunge Combi – sono alcuni degli allenatori che applicano questa filosofia. La loro capacità è di usare le partite come un vero allenamento, quindi con variazioni di gioco, cambi di ritmo e sedute specifiche per i reparti. Questa preparazione durante il match – precisa – stimola molto di più il giocatore, che si diverte e questo è un bene per il suo aspetto psicologico. Andare in montagna migliora la parte aerobica della preparazione e ci si può dedicare alla fase della potenza e della forza. Entrambi ottenibili con il gioco”.

Milan, Juve e anche la Roma – che partirà il 23 luglio e a Boston affronterà in amichevole il Liverpool al Fenway Park – sono alcuni team già avviati su questa strada. Per i giallorossi la sfida segnerà l’inizio del tour estivo, che per il terzo anno porterà la Roma negli Stati Uniti. Il segreto della formula allenarsi-giocando secondo Combi è il tecnico: “Se è un bravo insegnante riesce a farsi seguire dalla squadra anche con sistemi di preparazione diversi e più moderni rispetto al passato. Allenare giocando è più difficile – osserva l’esperto – ma chi è in grado può davvero riuscirci, anche perché il canone della preparazione atletica per il calcio è più o meno quello da anni, non è cambiato molto”. Ma questo tipo di allenamento in partita può aumentare il rischio di infortuni rispetto alla tradizionale preparazione? “E’ fondamentale conoscere il vissuto del giocatore, i danni avuti in passato e da questo stabilire i compensi atletici e il lavoro che dovrà fare. Serve come prevenzione – suggerisce l’esperto – Quando ho lavorato con Mourinho, il secondo anno abbiamo avuto pochissimi infortuni. Il segnale che questo tipo di approccio funziona”. In questa fase di pre-campionato a rischiare di più infortuni e traumi sono invece, secondo Combi, i giocatori che hanno partecipato ai Mondiali in Brasile, molti ancora in vacanza, che però raggiungeranno le rispettive squadre tra poco. “Chi torna dal Mondiale è più a rischio – suggerisce l’esperto – perché pur essendo dei campioni, e quindi in grado di compensare, hanno comunque perso la performance e avranno più difficoltà nel tornare in forma”.