L’esperienza di Valencia e’ ormai alle spalle (“fa parte del gioco e qualcosa e’ successo dopo le mie dimissioni, forse hanno capito come impostare una societa’ di calcio”) e Cesare Prandelli si dice “pronto a ricominciare da un’altra parte”. Ma da dove? La Fiorentina, quasi certamente, a fine stagione si separera’ da Sousa e da quelle parti il tecnico di Orzinuovi ha lasciato un bel ricordo. Fosse per lui, Prandelli tornerebbe di corsa (“Vivo a Firenze, amo Firenze, sono tifoso della Fiorentina, tornare per me sarebbe un grandissimo rischio ma nella vita bisogna saper anche rischiare”) ma difficilmente ci sara’ una seconda vita in viola. “Qualche anno fa non sarei andato via – confessa ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su Radio Uno – ma per mille ragioni abbiamo accettato la sfida della Nazionale. Ora credo che la Fiorentina stia pensando ad allenatori diversi per iniziare un nuovo ciclo”, afferma ancora Prandelli, al quale pero’ le offerte non mancano: “al momento ci sono delle possibilita’ all’estero, mi sono arrivate e continuano ad arrivare proposte da fuori. Allenare in Cina? Perche’ no…”. Per adesso l’ex ct azzurro si limita a osservare, suggerisce al movimento italiano di “tornare a fare calcio dal settore giovanile ma applicandolo a situazioni moderne. La Spagna e’ di gran lunga superiore all’Italia dal punto di vista della base tecnica. Noi abbiamo fantasia, conoscenza, la tattica che ci aiuta, ma dobbiamo tornare a fare calcio con la palla in velocita’, a trovare gli spazi nei tempi giusti, solo cosi’, nel giro di poco, saremo ancora protagonisti a livello internazionale”.

La serie A, al momento, si propone come un campionato “ne’ monotono ne’ troppo esaltante. Ma se due delle principali squadre danno alla Juve i giocatori piu’ importanti, ufficialmente non vanno a lottare per lo scudetto. Forse hanno necessita’ di fare cassa per poi reinvestire ma cosi’ e’ un progetto che non finisce mai. Molte squadre hanno ormai solo un progetto economico, l’unica squadra dove si punta sul risultato tecnico e’ la Juventus che e’ meritatamente in testa”. La Roma e’ la principale alternativa ai bianconeri “ma e’ un grande frullatore, quando c’e’ un problema diventa gigante. La squadra sta facendo benissimo, Spalletti sta svolgendo un lavoro straordinario ma e’ difficile mantenere la lucidita’ in una piazza dove c’e’ pressione. Se tornerei a Roma? Tutti andrebbero ad allenarla”, sorride Prandelli, felice per l’annata dell’Atalanta (“la famiglia Percassi ha ridato un senso di appartenenza ma Gasperini e’ il principale responsabile di questo successo perche’ e’ arrivato con le sue idee e ha avuto la forza di mantenerle”) e per Balotelli: “C’e’ sempre una chance. Sono felice se lui e’ felice e sereno, ha trovato gli equilibri con le proprie emozioni”. Prandelli in passato e’ stato accostato anche alla panchina dell’Inter, passata dal sogno Champions alla crisi, con due ko di fila: “in estate la societa’ dovra’ rivedere certe scelte. Quello che manca e’ la continuita’ mentale, di pensiero e quella te la danno i grandi campioni che arrivano al campo tutti i giorni e vogliono vincere. Manca un’anima alla squadra e devono cercare giocatori con fame di successi, non di contratti”. (ITALPRESS).