Prandelli: “Balotelli è nato pronto, è solo caduto in una provocazione”

”Di’ positivo c’e’ il punto: era una di quelle serate cosi’, in cui devi affidarti al carattere ed essere soddisfatto del pari”. Cesare Prandelli fa professione di sincerita’, dopo i 90′ di sofferenza contro la Repubblica Ceca. ”Buffon e’ stato il migliore in campo, senza di lui e i suoi miracoli avremmo perso la partita”, aggiunge il ct azzurro, prima di dare la sua spiegazione delle difficolta’. ”Siamo stati lenti e poco intensi nel far girare la palla – la sua convinzione – Dopo un campionato cosi’ intenso, non e’ facile riprendere il ritmo subito: non e’ una giustificazione, ma un dato storico. E poi abbiamo altre partite per qualificarci, qui non potevo spingere al massimo la preparazione rischiando di incidere sulla Confederations. Ma guardo al positivo: la voglia di tutti di difendere il risultato, e la classifica”. I numeri infatti danno ancora ragione all’Italia: primo posto con 4 punti sulla Bulgaria e 5 sui cechi, ma soprattutto tre partite da giocare in casa delle quattro che mancano alla fine del girone. Va nella colonna dei ‘meno’ la serata di Balotelli: ‘‘E’ caduto nelle provocazioni, era troppo nervoso – ammette il ct – Ha subito tanti falli, di solito si fischiano. E stasera l’arbitro non lo ha fatto. Ma lui era nervoso, deve imparare a gestire anche queste situazioni”. L’uscita dal campo, dopo il secondo giallo del norvegese Moen, e’ stata ancora piu’ ‘elettrica: ”Guardatele voi le immagini…”, ha gridato il centravanti lasciando lo spogliatoio, dopo aver sferrato pugni ai cartelloni quando rientrava. ”Non voglio giustificarlo, perche’ deve imparare a gestire questa ira: ma lui sentiva di aver subito un’ingiustizia: ripeto – la conclusione di Prandelli – ha subito tanti falli, ed e’ caduto nella provocazione”. Ora la nazionale va a riposo per meno di 24 ore, poi si vola per il Brasile. Domenica sera da Fiumicino un volo di linea portera’ gli azzurri a Rio, dove l’11 e’ stata programmata un’amichevole con Haiti, poi il 16 ci sara’ l’esordio del girone contro il Messico. Questi giorni serviranno a capire ancora meglio la condizione psicofisica del ‘gran malato’ del gruppo, Daniele De Rossi. Cui Prandelli, prima della partita di stasera, ha inviato messaggi chiari. ”So cosa prova Daniele per la Roma e per Roma. Forse andar via sarebbe una sconfitta sul piano personale, questo si’. Ma professionalmente magari migliorerebbe”, la considerazione del ct, ben consapevole nei giorni scorsi che stando solo allo stato di forma mostrato nel finale di stagione e nel derby il romanista non sarebbe stato da azzurro. Nonostante il nervosismo e la prima espulsione in nazionale, Balotelli resta il punto fermo: ”Non e’ lui a esser maturato, ma gli altri a guardarlo con ochi diversi – l’altra considerazione del ct azzurro – Si’, lui e’ pronto, lo e’ sempre stato: Mario e’ nato pronto”. Il terzo tema scottante in prospettiva, ben oltre la prova di Mondiale che si terra’ in Brasile quest’estate, il rapporto con i club, sempre restii ad assecondare il progetto di Prandelli. Invano la scorsa stagione il tecnico aveva evocato la possibilita’ di stage, per la stagione che comincera’ la questione si riproporra’. ”Dovremo renderci conto tutti – ha concluso il ct – ma proprio tutti che saremo alla vigilia di un evento straordinario. Purtroppo tutto questo non dipende solo da me”. Intanto, e’ l’ora della Confederations.