Cesare Prandelli sta concentrando tutte le sue attenzioni al prossimo Mondiale in Brasile, per far bene con la Nazionale azzurra. Ma nonostante ancora manchi un bel po’ alla competizione, molti giornalisti ed addetti ai lavori sono interessati al suo futuro nel post-Brasile 2014. In una intervista alla Repubblica in tecnico afferma che scioglierà ogni dubbio sul suo futuro dopo il 5 marzo. “Confidò giustamente nella serietà dei giocatori – sottolinea Prandelli -. Ciclo fisiologico di 4 anni? Quello che dice Lippi potrebbe anche essere vero, ma non intendo affrontare ora questo tema. I bambini ormai mi chiedono soltanto del Mondiale. Esprimono un desiderio collettivo: essere orgogliosi di uno spettacolo bellissimo. Il piano per il Mondiale e partito. Con tre priorità: condizione fisica, prevenzione infortuni e recupero tra una partita e l’altra”.
Il clima brasiliano spaventa i calciatori, specialmente in alcuni orari in cui giocare al calcio è praticamente impossibile, ecco il pensiero di Prandelli: “Chiederemo ufficialmente il time-out di 40″ per bere. Se resta un accordo estemporaneo con l’arbitro, il rischio è che le squadre buttino fuori il pallone apposta, per dissetarsi”. Per l’Italia sarà il primo ritiro all’olandese. “Tutte le novità spiazzano i bigotti e i conservatori. L’esperimento in Confederations ha funzionato benissimo. Famiglie e bambini stemperano le tensioni”.
Infine la chiosa sul codice etico: “Mi sono stufato di questa storia. Io non penalizzo chi ha già scontato la punizione: il codice non è retroattivo. E’ un regolamento interno importante per la disciplina. Ma in Italia non si vogliono mai cambiare sul serio i comportamenti. I social network? Rappresentano il futuro, mai pensato di abolirli. Solo che al Mondiale qualunque messaggio via web diventa universale. Per ciò, durante quel periodo, chi avrà bisogno di dire qualcosa lo farà in conferenza stampa”.