L’aspettavamo un po’ tutti con il fiato sospeso, finalmente è arrivata: parliamo della lista dei 23 che Cesare Prandelli porterà con sè al Mondiale di Brasile 2014. L’elenco suscita già clamore, soprattutto per l’esclusione di Giuseppe Rossi, sulla carta il miglior attaccante della rosa azzurra. Un’esclusione che però, valutando con lucidità ogni aspetto, non deve sorprendere più di tanto. Pepito è fior di giocatore, ragazzo generoso e straordinario, dal talento che nessuno può discutere. La sfortuna lo ha preso di mira da tempi non sospetti, presentandogli spesso dei conti troppo salati per un calciatore come lui, senza grilli per la testa e ben concentrato sul campo da gioco: l’ultimo, in ordine cronologico, risale alla partita contro il Livorno dello scorso gennaio, quando in un scontro di gioco con Leandro Rinaudo si ruppe il ginocchio. Da lì la domanda che ci ponemmo tutti fu sempre la stessa: Pepito tornerà in tempo per i Mondiali oppure no? Il suo rientro sul terreno di gioco ai primi di maggio, in Coppa Italia contro il Napoli, aveva fatto ben sperare, ed ancora più all’ottimismo ci avevano indotto a pensare i due goal segnati nelle ultime giornate di campionato. Tuttavia c’era in ballo un discorso legato alla condizione fisica, che Prandelli ha dovuto considerare prioritario rispetto ad ogni altra cosa. Una condizione che evidentemente, in questi giorni di raduno, non ha incoraggiato il Ct e neppure lo staff azzurro: unicamente a ciò va ricondotta la bocciatura di un calciatore che, dal punto di vista tecnico e tattica, non aveva da convincere nessuno. E non lo si può biasimare Prandelli, chiamato ad una scelta che lo avrà sicuramente addolorato, ma sulla quale avrà ponderato sino all’ultimo secondo possibile. Nessuno meglio di coloro che lo hanno visionato quotidianamente, poteva comprendere l’apporto che Rossi avrebbe potuto fornire all’Italia in un Mondiale come quello brasiliano in cui ci sarà da fornire prove atletiche di un certo spessore: si giocherà a temperature molto particolari, peraltro ad orari che ne innalzeranno ancora di più il livello di difficoltà. Tutte situazioni che, alla resa dei conti, hanno indotto Prandelli all’amara decisione: escludere Pepito, cosa che dispiace tutti coloro i quali sono realmente appassionati al gioco del calcio. Ma non finisce qui, perchè più di qualcuno non ha gradito la chiamata di Lorenzo Insigne in luogo di Giuseppe: il partito di coloro che sostenevano Mattia Destro era abbastanza ampio, ma anche qui vanno fatti i conti con i piani tattici di Prandelli. Piani tattici che lo hanno evidentemente indotto a preferire un tipo di giocatore piuttosto che un altro: un attaccante versatile, abile a giostrare sull’esterno oppure da seconda punta, piuttosto che un centravanti di mestiere, quale quello giallorosso è. Sono altre, forse, le scelte che entusiasmano meno: Paletta non sembra fornire maggiori garanzia di Ranocchia, e ci è dispiaciuto non vedere calciatori come Florenzi e Criscito non chiamati neppure per il pre raduno, e forse andava data una chance a Romulo, non fosse altro che per la sua versatilità. Ma è già acqua passata, adesso stringiamoci tutti attorno alla nazionale, cercando di dimenticare le partigianerie legate ai club per i quali facciamo il tifo. Sosteniamo invece l’Italia ed i 23 ragazzi che saranno chiamati a difendere la maglia azzurra a partira dal prossimo 14 giugno: lo meritano tutti perchè, senza ombra di dubbio, daranno il massimo.