“Ho la coscienza a posto. A Rossi ho detto subito che non era tra i 23. Tutti conoscevano il proprio ruolo”. Cesare Prandelli sente il bisogno di chiarire la situazione dopo le polemiche legate alla mancata convocazione di Giuseppe Rossi e Mattia Destro per i Mondiali di Brasile 2014. “Ho la coscienza a posto? Ma certo. Io non faccio del male a nessuno, sono stato chiaro con tutti. Se ci sono scelte non condivisibili, va bene, fa parte del lavoro. E’ stata una violenza sentire cose non corrispondenti alla verità? Assolutamente sì”, dice il commissario tecnico a Perugia, dove l’Italia domani affronterà in amichevole il Lussemburgo. Il ‘caso’ principale è rappresentato dalla mancata chiamata di Giuseppe Rossi, rientrato nel finale di stagione dopo un lungo stop per infortunio. “Non mi aspettavo le polemiche, mi hanno messo in difficoltà e quindi devo chiarire quanto accaduto”, dice Prandelli. “Dissi a Rossi che non lo avrei inserito tra i 30 preconvocati. Lui mi chiese di chiamarlo, che mi avrebbe sorpreso. Ma sapeva che non era nei 23, gliel’ho ripetuto più volte: ‘Beppe non sei nei 23′”, prosegue il commissario tecnico. L’attaccante, dopo l’esclusione, con un messaggio affidato a Twitter ha evidenziato la propria condizione atletica. “Alcuni dati erano buoni, altri erano meno buoni. Quando abbiamo parlato prima delle preconvocazioni, ho detto che aveva giocato pochi minuti. Ho capito che chiamarlo poteva essere un messaggio forte, qualcosa di bello. In quel momento non ho avuto il coraggio di essere forte Prima dell’ultima gara gli ho detto che volevo vedere qualcosa in più in campo, volevo vedere un attaccante. Ho tolto anche Immobile, ma non ho visto quello che dovevo vedere”. La convocazione di Rossi “era un rischio talmente grande che non me la sono sentita di correrlo. Gli ho comunicato che non aveva completato il percorso di guarigione”.
Capitolo Mattia Destro: “Il campionato ha dato verdetti, non avrei voluto portare 3 punte. Gli ho chiesto se era disponibile a venire in Brasile per fare la riserva. Mi ha detto ‘ci penso’. Il giorno dopo, per il colloquio definitivo, ho voluto accanto a me anche Gabriele Pin”, racconta il commissario tecnico. “Abbiamo parlato con Mattia, dicendo che sarebbe stato un giocatore importante ma che le scelte vanno comunque accettate. ‘Non hai nulla da dire?’. ‘No’. Fino al 13 di giugno tu sei disponibile per la Nazionale, dacci la mail e ti inviamo il programma, ‘questo va bene'”, dice. “La gente si deve anche dividere in maniera faziosa, ognuno difende il proprio idolo”, afferma Prandelli riferendosi alle reazioni suscitate dalle decisioni adottate. “Questa non è mai stata una preoccupazione, so che il commissario tecnico sbaglia ogni volta che sceglie. La delusione -osserva- viene fuori quando non si è corretti. I social network fanno parte della nostra vita, basta una frase per muovere le masse. Se tantissima gente usa i social network, però, forse abbiamo perso la voglia di approfondire”.