Prima i furgoni e le attrezzature mediche, adesso i computer: Collecchio svuotata

Dopo giocatori e tesserati, oggi hanno fatto le prime mosse per tutelare i propri diritti anche i dipendenti del Parma Fc. Per gran parte di loro l’ultimo stipendio ricevuto è quello di novembre e da allora non ci sono state più garanzie da parte dei dirigenti che si sono avvicendati alla guida del club. Assieme a Davide Fellini della Cgil è stata stabilita una piattaforma di interventi per seguire da vicino i prossimi passi, in particolare quelli di Procura e Tribunale. “Dobbiamo ora tutelare il più possibile le nostre posizioni – ha spiegato Mirco Levati, responsabile delle relazioni esterne del Parma Fc – ma le sensazioni sono purtroppo drammatiche e qualcuno deve farsi un esame di coscienza. Chi ha lasciato il Parma in queste condizioni non penso dorma sonni tranquilli, o almeno, fossi in loro, non dormirei tranquillo”. Intanto questa mattina al Centro Sportivo di Collecchio si sono presentati i tecnici di una ditta di informatica e sono stati ritirati computer e stampanti che il Parma Fc aveva in leasing ma che, da mesi, non venivano più pagati. Al Tardini invece ha chiuso i battenti il negozio di merchandising del club ‘Parma Store’. Lo spazio vendita era stato dato nelle ultime settimane in gestione dal club crociato alla Erreà, sponsor tecnico del Parma Fc, ma l’azienda ha deciso di restituire le chiavi perché il Parma non aveva mai voluto ufficializzare l’accordo con un contratto scritto.