“Progetto Serie D”: cambio di nome e maggior impatto mediatico

La nuova Serie D 15/16, vede nel novero delle squadre partecipanti, club storici com Parma, Reggina, Venezia e tante altre

“Cambio di denominazione della categoria, numerazione fissa con nome sulle maglie e azioni mirate per ottenere piu’ spazio sui media nazionali”. Sono solo alcune delle proposte che Nicola Radici, presidente della Pro Sesto e dirigente calcistico con trascorsi all’Atalanta, all’Albinoleffe e al Prato, lancia al presidente della Figc, Carlo Tavecchio, e a tutte le societa’ che parteciperanno al prossimo campionato di Serie D. Un torneo ancora lontano dalla formulazione dei gironi e dei calendari a causa delle ripercussioni riguardanti il calcioscommesse ed eventuali retrocessioni e ripescaggi in Lega Pro. “In questa categoria – spiega Nicola Radici – quest’anno ci saranno citta’ come Parma, Venezia, Reggio Calabria, Taranto, Grosseto, Trieste, Monza e l’elenco di piazze importanti e blasonate potrebbe essere ancora molto lungo. E’ arrivato il momento, senza toccare gli assetti e gli equilibri federali, di dare una svolta a un torneo che di fatto rappresenta la ‘quarta serie’, quella che fino a pochissimo tempo fa si chiamava C2. Un campionato che, per caratura e valore delle partecipanti, merita un’attenzione maggiore di quanto accaduto nelle ultime edizioni”. “Visto che anche la Lega Pro sta pensando di tornare alla vecchia denominazione di Serie C – aggiunge Radici – perche’ non riproporre lo schema serie A, B, C1 e C2? Con la Serie D che diventa C2 e a cascata una rimodulazione di tutte le altre categorie. Fermo restando che dalla ‘quarta serie’ in giu i campionati rimangono dilettantistici. Se cio’ accadesse l’impatto mediatico e l’interesse sarebbe certamente piu’ rilevante di quello attuale”.

LaPresse/Francesca Soli
LaPresse/Francesca Soli

Nicola Radici pensa anche al marketing e ai benefici che i club potrebbero ottenere da modifiche di regole vecchie, cambiamenti gia’ attuabili da questo campionato: “Ad esempio, la maglia personalizzata di un calciatore, con il suo numero e con il suo nome, in certe realta’ avrebbe un forte appeal anche nell’attuale Serie D. E allora perche’ non dare ai club la possibilita’ di farlo?”. Il presidente della Pro Sesto fa sapere che nei prossimi giorni inviera’ una lettera al presidente della Figc, Carlo Tavecchio, ai vertici della Lega Nazionale Dilettanti e ai presidenti delle societa’ di Serie D, per illustrare loro queste idee: “Io e Sesto San Giovanni, quinta citta’ della Lombardia con circa 83.000 abitanti – conclude Radici – crediamo nel progetto, speriamo che altri lo vogliano condividere”.