“Do io il titolo: ‘Ferrero ieri oggi e domani’. Ieri le mie speranze, oggi la Samp e il cinema, domani… lo scudetto“. A parlare, in un’intervista al “Corriere della Sera”, e’ il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero. “Il mio Dna e’ gioia di vivere. Il cinema e’ vita, il calcio e’ vita, anche se ansiolitica – dice il 63enne produttore cinematografico, diventato in pochi mesi un personaggio nel mondo del calcio -. Avevamo i piu’ grandi calciatori del mondo, poi ci siamo persi. Abbiamo pensato solo ai soldi dei diritti tv, ma il denaro ci uccidera’. Io voglio fare impresa, non finanza. Riportare la gente allo stadio. Ma l’ha visto in che condizioni e’ il nostro? Mihajlovic ha detto che c’e’ un campo di patate: ha usato una licenza poetica. Se si fa male un mio giocatore, denuncio tutti. Io voglio un impianto che lavora sette giorni su sette, con servizi, spazi per i bambini”. A parole lo vogliono tutti: “Devono toglierci un po’ di burocrazia – sottolinea Ferrero -. Ci dessero questo stadio da gestire. A Bogliasco costruiro’ un asilo del calcio: in Italia i ragazzi che fanno sport vengono penalizzati. Mi appello a lady Renzi che e’ professoressa”.
Qual e’ il sistema per rilanciare il calcio? “Io devo imparare, pero’ nel calcio c’e’ pieno de gente che ti dice ‘lei non sa chi eravamo noi’. In Lega comanda Lotito, dall’altra parte c’e’ Agnelli, in mezzo c’e’ Aurelio, gli altri sembrano spaventati. De Laurentiis il mio modello? Ma no, io sono presidente mediano”. Secondo Ferrero “Lotito e’ un gran lavoratore, chissenefrega se mette la giacca della Nazionale. Avra’ modi poco urbani, che detto da me vuol dire che sono veri. I contenuti pero’ ancora non li ho visti. Serve un campionato a 16 squadre, senza la paura di andare in B. Se retrocedi perdi tutti i diritti tv. E poi ci vogliono cinque cambi per valorizzare la rosa”. Ha trattato l’acquisto della Samp in modo segretissimo: com’e’ andata? “Mi avevano gia’ offerto diverse squadre, ma io ho sempre detto di no, perche’ ero troppo impegnato. Dopo aver comprato i cinema, pero’, mi annoiavo. Un amico 15 mesi fa mi butta li’: perche’ non prendi la Samp? Poi l’avvocato Antonio Romei un giorno mi dice che sarebbe andato al funerale di Riccardo Garrone (segno della croce, ndr). C’ho pensato e a luglio 2013 ho deciso: la voglio. A Natale sono tornato alla carica. Quanto l’ho pagata? Il club e’ stato valutato in 70 milioni di euro”. E ora dove vuole arrivare? “Sinisa, che e’ un grande, parla di parte sinistra della classifica. Ho lavorato 24 ore al giorno per dargli i giocatori necessari. Sembrava la ditta Berardi: dalla mattina presto alla sera tardi”. Non rimetterci nel calcio e’ possibile. “Molti presidenti non controllano, mentre l’occhio del padrone ingrassa il cavallo – spiega Ferrero -. Io mi sono organizzato cosi’: un giorno e mezzo per la mia compagna Manuela e mio figlio Rocco, di un anno; un giorno e mezzo per il cinema e quattro giorni per la Samp”.