“Non sono ipocrita: non ho mai nascosto, fatti salvi gli obblighi del mio ruolo, di essere un tifoso. E non sarò ipocrita nemmeno nel negare che sono molto contento che la mia squadra abbia un suo stadio. Se dovessi scegliere come chiamarlo un pensiero va ai due presidenti, Viola e Sensi, anche se il cuore mi dice nome di Agostino Di Bartolomei”. Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in una intervista a Repubblica. Malagò sgombra il campo dagli equivoci. Il Coni è contento di un nuovo stadio. Anche se perde un “cliente”: “Roma e Lazio già oggi non sono le uniche a pagare per l’uso dell’Olimpico. C’è la lunga stagione dei concerti rock, ci sono state le grandi kermesse con il Papa e il successo degli appuntamenti con la nazionale di rugby. Saremo stimolati a fare di più, cercheremo di entrare in nuovi circuiti e accelereremo sull’obiettivo di un parco del Foro Italico di cui lo stadio sarà parte integrante”. Nessuna concorrenza, quindi: “Penso a Parigi. Tra lo stadio del Psg e l’Estade de France che ospita il rugby e la nazionale di calcio, penso a Wembley a Londra”. Un augurio anche alla Lazio di avere il suo stadio. Ed un annuncio: nei prossimi giorni un incontro con Renzi per parlare di Roma 2024. Giochi per i quali “Roma diventa così una candidata forte”.
La proposta di Malagò: “intitolare lo stadio della Roma a Di Bartolomei”