Protagonisti inaspettati: da De Roon a Kalinic, quando l’investimento è giusto

Investimenti buoni, buonissimi: da Kalinic a De Roon, passando per Digne, quando l'affare è ok

Quando, durante la sessione del calciomercato estivo, le squadre nostrane investono pesantemente sui calciatori stranieri si rimane spesso perplessi. Non a torto peraltro, considerato che ormai gli italiani rappresentano la minoranza del campionato di Serie A ed alla luce del fatto che, molti di questi nuovi arrivi, finisco ad ingrossare la già abbondante pletora di bidoni e meteore. Ne abbiamo già parlato nei giorni scorsi, a proposito del campionato attualmente in corso. Chiaro che siamo a neppure metà stagione ed è sempre bene andarci cauti in un senso e nell’altro. Tuttavia vogliamo oggi soffermarci su quei calciatori per i quali investire si è rivelata cosa buona e giusta. Lasciando da parte i soliti noti e sui quali di dubbi ce n’erano pochi e niente, come Jovetic, o quelli già conosciuti a noi, come Allan e Dybala.

Se di investimenti giusti parliamo, inevitabile è citare Nikola Kalinic della Fiorentina. Sia chiaro, il centravanti croato è arrivato a Firenze con delle buone credenziali: 113 goal segnati in carriera, tra Croazia, Inghilterra e Russia. Proprio in Premier League, al Blackburn, Kalinic aveva toppato pesantemente: due stagioni fatte di pochi alti e molti bassi. Poi il passaggio al Dnipro, dove si è imposto nuovamente all’attenzione generale. La scorsa estate la Fiorentina ha speso 5,5 milioni di euro per acquistarlo. In molti ne hanno sottovalutato l’arrivo, considerandolo come la semplice riserva di Babacar. Risultato: 8 goal segnati fino ad oggi, ci ui ben 7 in campionato, compresa la tripletta contro l’Inter. Non un caso, semplicemente l’uomo giusto al momento giusto che, alla soglia dei 28 anni, ha raggiunto una maturazione a lungo inseguita e finalmente arrivata. La società viola gongola: risultati concreti sul campo da gioco ed il valore del cartellino ad oggi quadruplicato.

Ma non finisce qua, altro colpaccio lo ha fatto la Roma prendendo dal Paris Saint Germain Lucas Digne, classe 1993, di professione terzino sinistro. Passato al Psg dove avrebbe dovuto ritagliarsi un ruolo di primo piano nel calcio europeo, la sua stella si è presto oscurata, al punto che il ragazzo è finito sul mercato. Lo hanno preso i capitolini, in prestito con diritto di riscatto fissato a 2,5 milioni di euro: un affare incredibile, considerato il rendimento sin qui tenuto da Digne. Grandissima abilità in fase offensiva, cresciuta esponenziale in quella difensiva, il francese è, ad oggi, uno dei migliori laterali mancini del campionato. Ma il connazionale Garcia lo aveva indicato non certo a caso: Digne fu lanciato proprio dal tecnico transalpino al Lille, che di lui si è ricordato dopo gli orrori firmato nella passata annata dalla stella ormai spenta di Ashley Cole.

E se in difesa rimaniamo, va citato il nome di Jeison Murillo: l’Inter chiuse per l’acquisto del colombiano in tempi non sospetti, quando la scorsa stagione era ancora nel pieno del suo svolgimento. Per averlo sono stati versati 9 milioni di euro nelle casse dei Pozzo: già, perché Murillo era tesserato per il Granada, una delle squadre di proprietà della famiglia che possiede anche Udinese e Watford. E se del compagno di reparto Miranda si sapeva già che fosse un ottimo difensore, qualche piccolo dubbio lo si aveva su Murillo, apparso troppo incerto nelle uscite con la Colombia, soprattutto alla recente Coppa America. Errori di gioventù, cui dare tutte le attenuanti del caso: nella rinascita dell’Inter, attualmente capoclassifica, il ventitreenne colombiano sta fornendo un contributo notevole.

E chiudiamo con tre insospettabili, tre giocatori che, ancora oggi, non tutti sono riusciti ad inquadrare come protagonisti importanti di questo primo scorcio di stagione. Su tutti Marten De Roon dell’Atalanta: cosa aveva portato il club bergamasco a puntare su anonimo centrocampista di un’anonima squadra olandese? In effetti, il calcio dei Paesi Bassi ha sempre sfornato talenti di indiscussa classe: in Italia ne sono arrivati tantissimi, da uno dei più grandi di tutti, Van Basten, all’unico capace di vincere la Champions League con tre squadre diverse, Seedorf. E’ chiaro che De Roon con questi calciatori abbia in comune solo la nazione di nascita. Per il resto, parliamo del classico medianaccio tutta fatica e niente classe: tantissima quantità e poca qualità. Ma altro che storcere in naso, del suo arrivo il centrocampo dell’Atalanta ne ha tratto enorme giovamento. Reja non riesce a farne a meno le vette di rendimento da lui toccate parlano chiaro. Considerato che i bergamaschi per averlo hanno pagato appena un milione e trecentomila euro all’Heerenveen e che parliamo di un ragazzo di ventiquattro anni, ci rendiamo conto di quanto sia stata, questa, l’ennesima buona operazione targata Atalanta.

milinkovic calciowebMenzione anche per Sergej Milinkovic-Savic: per acquistarlo la Lazio ha pagato 8 milioni di euro al Genk. Certo, una cifra che lasciava presagire che si trattasse di un buon giocatore. La querelle estiva che lo aveva visto ad un passo dalla firma con la Fiorentina, per poi andare via dalla sede della società in lacrime, non gli era stata di buona pubblicità. Oggi è però diventato titolare inamovibile della Lazio, dove Pioli gli ha costruito addosso il ruolo di trequartista atipico: tanta sostanza ed un pizzico di qualità,il tutto cobfirtati da un fisico da granatiere. Infine, vogliamo parlare di Serge Gakpè, del Genoa. L’attaccante togolese è uno di cui si parlava bene in giovanissima età, parliamo di un calciatore che adesso si accinge a compiere 29 anni. Sembrava persosi per strada, tra alti e bassi spesi con le maglie di Monaco, Tours, Nantes e Standard Liegi. La società del ‘grifone’ lo ha tesserato da svincolato, lui sta ricambiando fornendo buone prestazioni e segnando ben 3 goal in 7 partite, neppure giocate per intero: può solo migliorare, soprattutto nel momento in cui i guai fisici lo lasceranno in pace.