Lo psicologo preoccupato per il Brasile: “uno shock che durerà anni”

Una sconfitta sportiva che peserà per anni sulle spalle dei calciatori e sull’orgoglio di un Paese. Il 7 a 1 rifilato dalla Germania al Brasile ieri sera nella semifinale dei Mondiali di calcio è “un danno tremendo per una Nazione, ma soprattutto per i calciatori scesi in campo: nessuno si potrà fidare più del compagno di squadra e questo ha distrutto anche lo spogliatoio. Non c’è stato un errore del singolo ma del gruppo, uno ‘shock’ e una macchia che durerà a lungo, ci vorranno anni per riprendersi”. Ad affermarlo all’Adnkronos Salute è Alberto Cei, psicologo dello sport dell’Università Tor Vergata di Roma e past president della Società italiana di psicologia dello sport (Sipsis). “Campioni troppo emotivi e con poca personalità”, sintetizza l’esperto. E ora tornare in campo per la finale del 3 e 4 posto con la vincente della semifinale tra Olanda e Argentina è “davvero difficile – osserva Cei – si può solo sperare che la ‘Selecao’ tiri fuori l’orgoglio e dimostri a tutti la qualità del gioco e la solidità mentale che non c’è stata contro la Germania”. Per l’esperto molte responsabilità della clamorosa sconfitta sono da addebitare all’allenatore Felipe Scolari: “Ha sbagliato tutto e sente questo peso, la squadra si è trovata spaesata in campo – sottolinea l’esperto – e in preda all’impulsività e a continui errori”.