Quagliarella a tutto tondo: dal Napoli agli obiettivi della Samp, passando per Conte e il futuro

Quagliarella si è raccontato ai microfoni di 'Tiki Taka' affrontando diversi argomenti legati al passato, al presente e al futuro

Ospite di ‘Tiki Taka’, Fabio Quagliarella si è raccontato a tutto tondo affrontando diversi argomenti a cominciare dagli obiettivi della Sampdoria per questa stagione. Ecco le sue dichiarazioni:

Il mister ci chiede di correre tantissimo. Il goal all’Inter è il coronamento del lavoro settimanale e ti dà la forza per continuare. Obiettivo? Non soffrire come l’anno scorso e se possibile giocare un bel calcio, come stiamo facendo”.

Sull’Inter“Ci aspettavamo una squadra un po’ in difficoltà, sono davvero forti nelle individualità, ma la sensazione in campo è che ognuno vada per i fatti suoi. Abbiamo preparato la partita sulle ripartenze veloci, sapevamo di poterli mettere in difficoltà in contropiede e così è stato. Giocare contro l’allenatore? A me non è mai capitato, faccio fatica a ipotizzare una cosa del genere. Icardi? Per lui la partita a Genova è sempre particolare, per fortuna ieri non ha segnato”.

Quagliarella (LaPresse/Valerio Andreani)
Quagliarella (LaPresse/Valerio Andreani)

L’esperienza al Napoli e la delusione per i fischi: “Quando ho firmato per il Napoli ricordo sempre la frase del mio procuratore che mi disse che avrei finito la carriera lì, quale sogno più bello per me. Poi dopo è andata com’è andata, è stato detto di tutto. Fischi al San Paolo? Fanno male, mi sono sempre reputato un professionista. Napoli e Juve Stabia rimangono nel cuore”.

Quagliarella parla poi di alcuni allenatori che ha avuto, a cominciare da Mazzarri, svelando che in futuro anche lui potrebbe sedersi in panchina: “E’ uno metodico, un po’ come Ventura. Ho avuto la fortuna di avere allenatori molto bravi, forse a fine carriera proverò a farlo anche io”.

Su Conte: “Ricordo che gli allenamenti erano massacranti. L’intensità era altissima e poi si vedeva in partita. Una strigliata? Dopo una sconfitta contro il Milan, gli avevo chiesto di mischiare un po’ i numeri, perché usciva sempre il 27 (ride, ndr)“.

Infine su Maradona dichiara: “Per me è un Dio, è tutto: è Napoli, è il calcio, un fenomeno”.