RECORD IN UN CAMPIONATO DIFFICILE – La serie A è un campionato difficile e su questo non c’è la minima ombra di dubbio. Le dieci vittorie consecutive conquistate dalla Roma nelle prime dieci partite assumono un valore impressionante anche per via del dato di fatto succitato. In quest’impresa non sono mai riusciti neanche il Barcellona degli “Alieni”ed il Real Madrid dei “Galacticos” in campionati di tutto rispetto, ma sicuramente meno complicati della nostra massima serie. È vero, le milanesi sono in netto calo, ma il Napoli sta dimostrando di essere competitivo anche in Europa, in cui ha sconfitto i vice Campioni d’Europa in carica e la Juventus, incappata in una brutta situazione nel suo girone di Champions, è una squadra temuta in tutto il Continente.
PERCHÈ LA SQUADRA NON PRENDE GOL? – Il dato che impressiona tantissimo, forse anche più del filotto di vittorie, è quello relativo ai gol subiti. De Sanctis ha visto violare la sua porta soltanto una volta. Il merito di ciò a chi lo si deve? Probabilmente alla mediana De Rossi-Strootman, la migliore del campionato ed anche a Benatia, l’acquisto più importante insieme al succitato olandese, un vero colosso.
IL VANTAGGIO – Quanto fatto finora da questa squadra, partita in sordina nel pre-campionato, non permette più a Garcia di nascondersi. Dieci vittorie consecutive obbligano i tifosi a sognare e sicuramente è cambiato qualcosa anche nella testa dei giocatori, passati da una situazione psicologica completamente diversa fino ad agosto ad un entusiasmo incredibile. Il vantaggio della Roma, rispetto a Juventus e Napoli, uniche formazioni in grado di tenere il passo, è quello di non disputare le Coppe Europee. La prima Juventus di Conte ci ha insegnato che questa è una componente che rappresenta un punto di forza enorme: permette di preparare al meglio le partite di campionato e misurare il dosaggio negli uomini da far giocare, in modo molto più tranquillo e spensierato rispetto a quello di un allenatore che possiede una squadra impegnata ogni tre giorni.
SCUDETTO: PERCHÈ SI’ – La squadra gioca bene. Non è andata in difficoltà emotiva di fronte alla possibilità di infrangere un record ed riuscita a mantenere la concentrazione in un match che rappresentava il classico testa-coda, storicamente pieno di insidie. Soprattutto, è una macchina che pare non avere riserve: Gervinho e Totti sono stati sostiuiti più che adeguatamente e chi entra dalla panchina dà sempre il suo contributo decisivo, come Bradley la scorsa domenica.
GRANDE BLUFF SULLE ORME DI VICENZA E CHIEVO? – Ricordate il Vicenza di Guidolin ed il primo Chievo di Delneri? Furono due squadre che sconvolsero il calcio italiano rispettivamente nelle stagioni 1996-1997 e 2001-2002. Gioco spumeggiante, sfrontatezza ed incoscienza caratterizzarono quelle due sorprendenti formazioni che hanno scritto due belle pagine del nostro calcio. Piano piano, nel girone di ritorno, dopo aver comandato la classifica fino a dicembre, si spensero. La sensazione è che comunque la Roma di adesso sia una squadra più compatta e con più aspettative rispetto alle due succitate, pur essendo una sorpresa. Inolte possiede di calciatori di livello internazionale ed insomma, il paragone non regge. E se vogliamo dirla tutta, i giallorossi somigliano di più al Verona di Bagnoli…
Comunque vada a finire, onore alla Roma e complimenti per quanto fatto finora.