Raiola contro tutti: De Laurentiis preso di mira e su Donnarumma attacca!

Mino Raiola, agente tra gli altri di Gigio Donnarumma e Lorenzo Insigne, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc analizzando la calda estate di calciomercato che lo ha visto protagonista. Raiola non ha lesinato staffilate ad alcuni dei soggetti chiamati in causa, su tutti De Laurentiis: “Insigne non è stato chiesto dal Barcellona, come al solito De Laurentiis capisce una cosa per un’altra. Un giorno farò un cartone animato per lui, certe persone come i bambini capiscono più cose con i cartoni animati. Hamsik? Se lo può tenere sin dopo la fine della carriera, gli può far aprire un cinema in Slovacchia e portarselo in barca. Con De Laurentiis ci scriviamo le lettere, è un grandissimo presidente, chi gestisce deve prendersi meriti e critiche; se il Napoli è lì, è anche merito del suo carattere. Non credo che siamo nemici, non odio nessuno, ma vedo le cose diverse da lui”.

Ma non è tutto, su Donnarumma Raiola dà il meglio di sé: “Non vado in vacanza, il mio lavoro non finisce quando chiude il calciomercato. Donnarumma? Guardo sempre avanti. Siamo rimasti al Milan perché questo era il desiderio del ragazzo e chi lo ha giudicato prima della chiusura del calciomercato, dovrebbe chinarsi e chiedere scusa. E invece, sto ancora aspettando le scuse da quella piccola parte della tifoseria di Milano e anche da qualche giornalista che ha espresso un giudizio morale perché è facile poi fare la morale sugli altri. L’Italia è forse l’unico Paese in cui i tifosi pensano di gestire le società o le scelte dei giocatori, questo all’estero non accade. In Italia si ha un po’ di paura dei tifosi e dobbiamo uscire da questa cultura. Tutti hanno giudicato male Donnarumma, ma non hanno poi chiesto scusa. Voglio chiarire anche questa storia della fascia da capitano: noi non l’abbiamo mai chiesta, ci è stata offerta”.

LaPresse/Reuters
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Raiola ha una staffilata anche per Ventura: “Non credo che abbiamo meno campioni della Spagna, ma se li facciamo giocare in un altro modo allora diventiamo scarsi. Isco ed Asensio non sono più forti di Insigne e Verratti, ma hanno giocato in un sistema a loro congeniale. Un commissario tecnico deve capire quando cambiare, nel calcio moderno non si gioca col 4-2-4, ma col calcio della Spagna o della Germania. Uno contro uno potevamo anche vincerla. Andasse a quel paese chi pensa che Insigne non meriti la 10. Finiamola, è un numero. Isco, che non ha la 10, è stato esaltato: ancora un po’ e veniva dipinto come un Dio. Il suo valore? Quando il Napoli e De Laurentiis decideranno di venderlo, allora si vedrà il suo valore. Sarri? Sarà l’ultimo anno al San Paolo”.

Infine un parere sul campionato: “La Juventus ad oggi è campione d’Italia per cui resta la squadra da battere. Ma questo è un campionato nuovo ed è vero che la Juve è ancora una grande squadra, ma anche il Napoli lo è. Credo che anche la Roma possa sorprendere quest’anno. Non condivido la politica delle milanesi, ma la rispetto. Finora nessuna grande avversaria ha incontrato il Milan, ma ciò che mi preoccupa è che manca ancora di una punta”.