Nainggolan si racconta: “il calcio mi ha salvato! Vi svelo i miei pregi”

Nel giorno in cui anche Roberto Martinez si arrende all’evidenza e torna a convocare, Radja Nainggolan, il Ninja della Roma trova anche il palcoscenico di uefa.com per parlare di se’. Non solo del momento attuale, ma di una vita non sempre facile e che ha trovato nel pallone un’ancora di salvezza. “Il mio percorso verso il calcio e’ stato molto lungo e difficile, forse un po’ ‘in ritardo’ – spiega il centrocampista belga -. Pero’ se oggi riguardo quello che ho fatto penso sia stato un grande percorso, passando per squadre magari piu’ piccole, squadre che mi hanno fatto acquisire la maturita’ giusta. Sono partito per l’Italia quando avevo appena compiuto 17 anni e sono stato bene ovunque. Sono stato in tre squadre (Piacenza e Cagliari prima della Roma, ndr), io mi affeziono molto velocemente a una piazza. Come in questo caso: sono molto contento di essere qui”. Il calcio e’ sempre stato nella sua testa “perche’ ho avuto un passato molto difficile e con amicizie molto particolari, non tutte giuste. Oggi sento ancora quelle persone, perche’ crescendo si matura tutti quanti. Ma sono esperienze di vita che ti servono per diventare una persona piu’ forte, per capire cosa sbagli nella vita e cosa no. L’importante e’ che ho fatto un percorso di vita importante, a scuola non andavo benissimo e ho avuto la fortuna di aver avuto la possibilita’ di giocare a calcio venendo in Italia. E’ stata la mia “salvezza” ma anche un’esperienza di vita nuova”.

LaPresse/AS Roma/Luciano Rossi

Tutto e’ iniziato a Piacenza, in Serie B, nel 2005-2006. “Per come ero cresciuto era molto difficile lasciare la mia citta’, i miei amici, i miei cari. I primi sei mesi per me sono stati molto difficili, non parlavo la lingua, e’ vero che parlavo il francese e capivo tanto ma…ero ragazzino, mi obbligavano ad andare a scuola. Pensavo solo al calcio, non era facile: dopo sei mesi me ne volevo andare, poi alla fine sono rimasto e ho fatto la scelta giusta”, dice Nainggolan che a uefa.com parla del suo arrivo a Roma. “Quando sono andato via da Cagliari volevo una piazza molto importante. Avrei potuto sceglierne tante altre in passato, ho aspettato il momento giusto anche perche’ all’epoca il presidente non e’ che mi volesse lasciar andare cosi’ facilmente – spiega riferendosi all’ex numero 1 del club sardo, Massimo Cellino -. Sono arrivato con la consapevolezza che in una squadra grande bisogna lavorare tanto. Mi sono messo a disposizione, adesso ho un rapporto bellissimo con la gente: mi sento rispettato e cerco sempre di rispettare al massimo la maglia ogni partita che faccio. Le mie qualita’ migliori? Non sono io che devo giudicarmi, ma se c’e’ una cosa che ho sempre dato e’ il massimo di me stesso per i miei compagni e la societa’, penso che questo sia stato ripagato anche fuori dal campo. Per me un giocatore puo’ sbagliare partita, puo’ sbagliare tante cose, non essere perfetto in una giornata…ma l’importante e’ sempre dare il massimo. Purtroppo nel calcio si guarda troppo quando uno fa gol e non si vede mai tanto il lavoro sporco di un giocatore che e’ altrettanto importante”.

Nainggolan (LaPresse/AS Roma/Fabio Rossi)

La Roma sta facendo molto bene in Champions League, il 3-0 al Chelsea e il primato nel girone lo dimostra e per Nainggolan la massima competizione europea per club e’ qualcosa di unico. “La Champions e’ il sogno di ogni ragazzo che gioca a calcio, io ho lavorato tanto ed e’ un sogno che per me si e’ avverato. E’ un’altra atmosfera, un campionato a se’: alla fine e’ un percorso corto e quando si sbaglia si paga, pero’ ci si possono togliere tante soddisfazioni e questo e’ quello che noi dobbiamo provare a fare. Vogliamo arrivare il piu’ lontano possibile – conclude Nainggolan -. Il girone e’ difficile, per come siamo messi in questo momento possiamo farcela ma dobbiamo pensare a una partita alla volta”. (ITALPRESS)