Razzismo e Superlega Europea, il pensiero del presidente dell’Assocalciatori Damiano Tommasi

Ha parlato di alcuni argomenti, il presidente dell’Assocalciatori Damiano Tommasi, all’assemblea generale tenutasi a Milano. Dal razzismo nel calcio alla Superlega europea. Ecco le sue parole.

Abbiamo ricordato la norma: l’arbitro può interrompere la partita, portare tutti al centro e fare l’annuncio e poi è il delegato alla sicurezza che va a intervenire. Ci siamo ridetti che è una cosa difficile da portare avanti, ma non dobbiamo lasciare da soli chi è oggetto di insulti, minacce e violenze. Gli episodi colpiscono i calciatori soprattutto quando sono da soli. Milan-Lazio? E’ stato sicuramente un episodio inquinato dal precedente in campionato e che probabilmente ci si aspettava. Gli episodi nel pomeriggio hanno enfatizzato la cosa. Tutti siamo concordi che se vogliamo migliorare dobbiamo iniziare a fare delle scelte nette, o da una parte o dall’altra, o dentro o fuori dallo stadio. Non ci possono essere mezze misure. In questo, a livello generale non siamo tutti convinti che quella sia la strada, quando saremo un po’ di più ad essere convinti forse faremo quella scelta“.

La nuova Champions League allargata? I criteri d’accesso devono rimanere legati ai campionati nazionali, non bisogna togliere il sale dalle competizioni. Le wild card non devono esistere a discapito della meritocrazia. Il concetto di giocare più partite di alto livello è condiviso da molti, in primis dai calciatori. Serve fare attenzione alla salute dei giocatori e sulla distribuzione delle risorse: non vogliamo che le nuove coppe tolgano spazio ai tornei nazionali e amplino il gap già esistente tra le squadre. Se una squadra, come avviene oggi nelle principali leghe, vince il campionato con più di 10 punti di vantaggio significa che c’è qualche problema“.

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