Razzismo, Tommasi: “Non si può caricare di responsabilità un calciatore o un arbitro”

Sul tema razzismo, di cui tanto si è discusso negli ultimi giorni, è intervenuto il presidente dell'Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi

“E’ questione di scegliere, di avere volontà e coraggio per mettere in campo azioni che servano. Se sono pochi, bisogna individuarli e sanzionarli, non facendoli più entrare negli stadi; se sono tanti, il problema è diverso e bisogna fermarsi, per capire con qualche spirito si va negli stadi. E’ un’anomalia non solo italiana”. Sono le parole a Radio anch’io sport su Rai Radio 1 del presidente dell’Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi sul tema razzismo, di cui tanto si è discussi in questi giorni. “Il tema delle zone franche negli stadi è serio, da affrontare facendo rete con le forze dell’ordine, le istituzioni sportive e gli attori in campo. Manca ancora quello che serve: risolvere il problema, oltre a considerarlo tale. Quella lettera significa che le zone franche esistono e vengono quasi riconosciute e prese sul serio perché lo sono, visti i risvolti non solo calcistici. Non si può caricare di responsabilità giocatori o arbitri per un fenomeno che dovrebbe essere fermato dal vicino di posto. Bisogna fare rete come in Inghilterra e avere la volontà di reagire escludendo dallo stadio persone che vengono sanzionate duramente”.

Rose troppo ampie in Serie A? La vicenda di Icardi è emblematica: non è rientrato nel progetto tecnico ed è andato via dopo il rinnovo, cosa che sembra un paradosso. Il giocatore è un asset, la società vuole tanti asset e bisogna trovare una soluzione: quando si firmano i contratti ci sono durata e cifre, se a metà del percorso uno dei due contraenti cambia idea bisogna capire se si può fare nel rispetto dei diritti e doveri di entrambi”.