Reggina Calcio, annullato il sequestro: la Cassazione ribalta tutto!

Reggina Calcio, la Cassazione ha accolto in toto il ricorso degli avvocati difensori Giuseppe Panuccio e Carlo Morace: annullato il sequestro delle quote societarie

REGGINA CALCIO, ANNULLATO IL SEQUESTRO – La Corte di Cassazione ha disposto l’annullamento del sequestro delle quote della Reggina Calcio perchè “non esiste il reato“, accogliendo in toto il ricorso presentato dagli avvocati Giuseppe Panuccio e Carlo Morace per conto dello storico patron amaranto Lillo Foti. Il sequestro preventivo era stato disposto dalla Procura di Reggio Calabria ad inizio maggio 2016, pochi giorni prima dell’incontro decisivo per il concordato fallimentare con cui Foti stava tentando di mantenere in piedi il club con l’obiettivo di garantire i livelli occupazionali, soddisfare le esigenze dei creditori e realizzare a Reggio Calabria un prestigioso villaggio federale come centro di formazione sportiva di alto livello, da giovani calciatori a dirigenti e tecnici, con il supporto della FIGC.

lillo-foti-reggina-calcio_5637501_550x413Il reato ipotizzato dalla Procura era quello di “bancarotta concordataria” in fase di concordato: il sequestro preventivo, infatti, fu disposto d’urgenza per evitare che si potesse continuare a chiedere il concordato ipotizzando un reato fallimentare. Oggi la Cassazione accoglie in toto il ricorso presentato dai legali di Lillo Foti, accogliendo in pieno la loro linea difensiva e smentendo le accuse della Procura. Infatti nella requisitoria si legge proprio – tra l’altro – che “manca il requisito soggettivo, perchè i fatti non sono contestati ad un imprenditore individuale ma ad organi rappresentativi di società di capitali“. Il sequestro, così, è stato “annullato senza rinvio del provvedimento“, circostanza abbastanza eccezionale che si configura soltanto in casi estremi. La Cassazione non ha riscontrato alcun reato e proprio per mancanza di reato ha annullato il sequestro disponendo il dissequestro delle quote, che adesso tornano al legittimo proprietario (cioè Lillo Foti).

Da questo provvedimento emerge che il reato di “bancarotta concordataria” ipotizzato dalla Procura reggina, non esisteva, e riabilita la figura di Lillo Foti, anche da un punto di vista prettamente giuridico. Con questa sentenza della Cassazione non c’è solo la soddisfazione morale di veder riconosciuta l’onestà dell’operato dello storico patron amaranto e l’ipotesi di nuovi scenari futuri; c’è anche la rilevanza di questa sentenza per l’aspetto penale dell’iter fallimentare. C’è la Cassazione che afferma che la Reggina non andava sequestrata perchè non sussisteva il reato ipotizzato dalla Procura.

Oggi la Cassazione ha ribaltato tutto, e paradossalmente questo provvedimento alimenta ulteriormente l’amarezza e il dispiacere per quello che poteva essere e non è stato per il club amaranto.