Che Mario Balotelli sia particolarmente freddo dal dischetto non c’è ombra di dubbio, tuttavia ci è sempre sembrata eccessiva l’esaltazione fatta nei suoi confronti per la sua “infallibilità” dagli undici metri. Nulla di particolarmente trascendentale o di importante tanto da definirlo come un plausibile Pallone d’Oro. Il centravanti del Milan ieri è stato, per distacco, il migliore in campo in assoluto, ma deve ancora cambiare il suo comportamento. Si comprende il nervosismo e l’ira, ma non ha alcun senso andare a protestare dall’arbitro quando la partita è già finita, è da immaturi.
Pepe Reina, primo portiere della storia a parare un rigore a SuperMario, dopo 21 consecutivi segnati dal numero 45, non è di certo un mito e nemmeno un eroe. È un grandissimo interprete del ruolo che ricopre, ma non di certo per questo motivo! Sarebbe riduttivo parlare del numero uno spagnolo collegandolo al penalty dell’attaccante italiano. Non avevano senso gli esagerati elogi a Balotelli prima, non hanno senso quelli che si stanno leggendo adesso su Reina. In fondo, era solo un calcio di rigore, “non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore“, canta De Gregori…