Oggi è un giorno speciale per Paulo Dybala. La Juventus, infatti, ha ufficializzato il rinnovo di contratto della ‘Joya’ fino al 2022. L’argentino ha rilasciato un’intervista a ‘Olè’ toccando diversi argomenti: “Era un giorno di inizio settimana, dovevo allenarmi nel mio villaggio con i miei amici, nel Club Sportivo Laguna Larga, però mentre mi stavo cambiando, mio padre mi disse che quel giorno non mi sarei dovuto allenare lì, che avrei dovuto sostenere un provino a Cordoba, per l’Instituto. Per me era come realizzare un sogno. Passare da un villaggio a una città così importante. Lo abbracciai forte. Molto forte. Me lo ricordo come se fosse ieri. Lì cominciò tutto”.

Poi un commento sulla vita torinese e su quella palermitana. “A Torino ci si può rilassare e vivere con calma. I tifosi ti chiedono foto, però cercano di disturbarti il meno possibile. Se vedono che stai cenando, ad esempio, evitano, mentre al Sud la gente è più appassionata, come in Argentina. Un giorno dopo aver firmato con la Juve, tornai a Palermo perché mi mancavano i miei amici. Andammo in spiaggia e quando stavo per uscire dal mare, ho visto che tantissima gente mi stava aspettando a riva. Me ne sono dovuto andare…”.
Dybala infine rivela un retroscena sul suo trasferimento a Torino: “Quando mi dissero per la prima volta che la Juventus, dove giocava Tevez, era interessata a me, non ci ho pensato un attimo a dire sì. Tevez per me è un idolo. Mi chiamò dicendo che sapeva che la Juve mi stava per comprare e che lui mi voleva. La prima cosa che gli dissi fu: ‘Carlos, ma tu rimani?’. Perché si diceva che io avrei dovuto colmare il vuoto che avrebbe lasciato lui e, invece, io desideravo giocare con lui. Carlitos mi disse che non sapeva cosa sarebbe successo a lui. Così io scelsi lo stesso di andare alla Juventus. Alla fine ciò che si diceva era vero: avrei dovuto prendere il suo posto, mentre lui andò al Boca”.




















