La voce del calcio, Riccardo Cucchi si racconta in esclusiva a CalcioWeb tra emozione ed aneddoti: “vi svelo un retroscena su Maradona” [FOTO e VIDEO]

Giornata importante di sport quella che è andata in scena nelle ultime ore a Reggio Calabria, presente Riccardo Cucchi, radiocronista in grado di raccontare tantissime imprese, dalla gioia dei Mondiali in Germania, fino alla finale di Champions League tra Juventus e Milan ma anche partite minori ma che hanno comunque lasciato il segno fino all’emozione dell’ultima radiocronaca, Inter-Empoli con lo striscione dalla Curva Nord nerazzurra che ha commosso Cucchi. E’ stato presentato l’ultimo libro ‘Radiogol’ Trentacinque anni di calcio minuto per minuto, carriera trascorsa nella squadra di ‘Tutto il calcio minuto per minuto”, la più longeva trasmissione della radio italiana.

Abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con Riccardo Cucchi, non sono mancati i momenti di emozione, importanti retroscena ed aneddoti, ecco l’intervista rilasciata in esclusiva ai microfoni di CalcioWeb. 

Foto Salvatore Dato

Trentacinque anni di carriera sempre al massimo, il calcio è cambiato molto negli ultimi anni: “è cambiato tantissimo ma è rimasta la passione, il calcio è un romanzo popolare che si scrive a puntata domenica dopo domenica, il calcio è cambiato ma fondamentalmente rappresenta un grande momento di passione. Il calcio è anche business ed industria ma non deve mai perdere di vista la passione, quindi deve rispettare sempre i tifosi”. La partita più bella raccontata e che ha regalato emozioni? “Forse non è la più bella ma sono particolarmente legato ad una partita perchè vissuta con orgoglio da italiano, la finale di Manchester tra Milan e Juventus, una finale tutta italiana. Speriamo di tornare a vivere emozioni del genere”. 

Quando e come è nata la passione per la radio: “ascoltando la radio, quando avevo 8 anni mi rinchiudevo in stanza, aspettavo l’inizio dei secondi tempi, il mio libro racconta una storia d’amore tra me e la radio complice il calcio”. Infine sul rapporto con i protagonisti delle partite, quindi calciatori, allenatori o presidenti: “negli anni ’80 c’era un rapporto molto più diretto con i calciatori e con gli allenatori, si stava insieme, si poteva andare negli alberghi dove erano in ritiro, si poteva prendere un caffè con loro, ricordo di aver preso un caffè con Diego Armando Maradona, chiacchierando per ben 20 minuti senza filtri, non c’era manager, potevi avere il numero di telefono del calciatore, oggi è più difficile, questo rappresenta un problema per i giovani ed è meno romantico”.